Il Cincillà

Scheda descrittiva sul cincillà gentilmente fornita dal Dott. Sergio Silvetti, medico veterinario, che collabora assiduamente con noi e risponde a domande di natura medica sul forum.

TASSONOMIA

Oltre ai più diffusi conigli nani, criceti e cavie, il cincillà o chinchilla è un ottimo animale da compagnia. Conosciuto ad allevato da molti anni per la splendida pelliccia, è un animale molto mansueto che ispira molta simpatia e ben si adatta alla gestione domestica.

Classe: Mammiferi
Ordine: RoditoriSottordine: Istricomorfi
Famiglia: Chinchillidae
Genere: Chinchilla
Specie: Chinchilla lanigera

NOTE STORICHE

Il cincillà è originario dell’America meridionale distribuito lungo gran parte della Cordigliera delle Ande (la Specie affine, Chinchilla brevicauda, è distribuita soprattutto in Bolivia).

Il suo habitat è costituito da montagne ed altopiani sino a 5000 m dove si è adattato perfettamente agli enormi sbalzi termici presenti in quelle zone (si parla di differenze di circa 40° C tra il giorno e la notte).

E’ stato introdotto in Europa nel XVI secolo dai conquistadores spagnoli a cui assegnarono il nome chinchilla ricavandolo, sembra, da quello di una popolazione di indigeni del Perù, i chinchas. Fu oggetto di una caccia indiscriminata a causa della pelliccia sino al 1918, anno in cui i Paesi sudamericani cercarono di disciplinarne la caccia. Nel 1922, l’ingegnere Mathias Chapman riuscì a riprodurre gli 11 soggetti la cui importazione era stata consentita dal Governo della California e dai quali derivano, in pratica tutti gli altri allevamenti esistenti in Europa e nel mondo.

Non esiste una vera e propria distinzione in razze, è più corretto parlare di varietà; queste sono definite in funzione del colore del mantello e se ne riconoscono principalmente 3: grigio o argento, nero, bianco o beige. I diversi colori sono funzione del rimescolamento genetico tra geni dominanti (solitamente il nero) e recessivi (il bianco), per questa ragione il colore più diffuso risulta il grigio con diverse sfumature, meno frequente il bianco a causa della “contaminazione” degli altri colori (non sembrano esistere soggetti albini anche se non si possono escludere), il più raro sembrava essere il nero puro.



CARATTERISTICHE ANATOMICHE

Il cincillà è un roditore di medie dimensioni dalle caratteristiche molto simili a quelle del coniglio nano da compagnia. Presenta il muso di forma conica dall’estremità arrotondata, due grosse orecchie rotondeggianti che ricordano quelle di un topo, ma ricoperte da una fine peluria. Gli incisivi, normalmente non visibili, sono molto lunghi e lo smalto presenta una colorazione arancio intensa.

Il cincillà possiede 20 denti così suddivisi: 2 incisivi superiori e 2 inferiori, 1 premolare e 3 molari per lato, sia superiormente che inferiormente. Tutti sono a crescita continua. Come il coniglio presenta il labbro leporino. Una particolarità è la forma della pupilla che si presenta ellittica verticale come quella dei gatti e di alcuni rettili, è però difficile riuscire ad osservarla poiché normalmente l’iride ha una colorazione bruno scuro. Possiede una vista molto acuta così come l’udito.

Il corpo è tozzo, lungo 22-35 cm coda esclusa che misura circa 7,5-15 cm, il peso varia da 500 a 800 g, con le femmine normalmente più grandi dei maschi. Gli arti posteriori sono molto più sviluppati rispetto gli anteriori, tutti e quattro sono dotati di 4 dita fornite di unghie non retrattili molto piccole.

La caratteristica peculiare risiede nel mantello che è considerato il più folto e morbido di tutti i Mammiferi: è costituito da più di 60 peli che nascono dallo stesso follicolo e ricoprono interamente il corpo dell’animale isolandolo dal freddo e anche dal caldo, una particolarità è la possibilità di staccarsi molto facilmente, un adattamento alla vita da preda che gli permetteva di fuggire dalla presa dei predatori. I peli della coda sono più lunghi e meno morbidi.

La femmina presenta 3 paia di mammelle, un paio localizzate a livello inguinale, le altre quattro a livello del torace, poste lateralmente. Esistono poi alcune ghiandole odorifere poste vicino all’ano che servono per marcare il territorio o come richiamo sessuale.

Il cincillà è uno dei roditori più longevi: sebbene non esistano dati certi, si parla di una vita media di circa 10 anni.




COMPORTAMENTO

Il cincillà è un roditore che si distingue dalla maggioranza delle altre specie di roditori domestici. Infatti, oltre che essere un animale alquanto “buffo” con una pelliccia morbidissima, presenta caratteristiche caratteriali e comportamentali che lo rendono unico.

E’ dotato di un’eccezionale memoria e sembra in grado di ricordare situazioni e luoghi anche a distanza di molti giorni, è inoltre in grado di mettere in atto comportamenti che esulano dal tipico “riflesso condizionato”, cioè dalla semplice ripetizione di un gesto abituale, questo quindi, predispone ad interazioni molto strette e “profonde” con il proprietario ed i componenti della famiglia.

Non è generalmente un animale aggressivo, salvo in situazioni in cui si spaventi molto, in questi casi, prima di mordere, si avverte un intenso odore “muschiato”, esito della spremitura delle ghiandole situate vicino all’ano, possono emettere anche spruzzi di urina. Quando agitato può emettere un verso simile ad un gemito ritmato, usato anche come richiamo per il partner, oltre a questo può emettere il più classico squittio, breve ed acuto.

E’ un animale prevalentemente notturno, anche se si abitua abbastanza bene, ai ritmi dei proprietari. Alla sera la sua attività si fa comunque più intensa, corre, salta ed inizia a rosicchiare tutto ciò che è a portata, questo bisognerà ricordarselo per evitare che rovini gli oggetti di casa e che si possa far del male rosicchiando cavi della luce o ingerendo corpi estranei che possono provocare enteriti o vere e proprie ostruzioni intestinali.

Normalmente è un animale molto pulito, feci ed urine sono depositate sempre nello stesso posto in un angolo ben preciso della gabbia.

La pulizia del mantello è molto accurata. Un comportamento molto particolare, deputato alla cura del mantello, è il bagno di sabbia. Nella gestione domestica, dev’essere sempre disponibile una vaschetta con della sabbia fine e pulita per permettere al cincillà di eseguire questo suo fondamentale comportamento: appena entra nella vaschetta, inizia a scavare un poco con le zampe anteriori, quindi con una velocità fulminea, compie tre o quattro rotolamenti su se stesso, dopo qualche momento di pausa, ricomincia di nuovo. Al termine, esce dalla vaschetta, si scuote per eliminare la sabbia in eccesso e ricomincia il comportamento normale.

Questo particolare comportamento, consente il mantenimento del mantello nelle condizioni ottimali, permettendo l’assorbimento dell’umidità intrappolata nei peli permettendo così, di mantenerli sempre separati evitando la formazione di nodi, in più sembra favorire il ricambio degli strati più esterni della pelle.




Il cincillà viene ritenuto alquanto monogamo, ossia forma una coppia fissa con un partner, anche se non è del tutto vero. In Natura vive in colonie di anche 100 individui e quindi un certo grado di promiscuità, non è da escludere. Nella gestione domestica, se si decide di tenere una coppia di animali, è necessario innanzitutto che siano di sesso diverso, per evitare lotte per la definizione del territorio, che abbiano all’incirca la stessa età; una soluzione, nel caso si acquistino soggetti dello stesso sesso, è la sterilizzazione chirurgica. L’unica eccezione è nel caso i soggetti siano due sorelle cresciute insieme, infatti, in questo modo, non si verificheranno fenomeni di aggressività tra le due.

Il comportamento di corteggiamento del maschio è molto insistente quando avverte che la partner è in calore, la femmina può però reagire anche molto violentemente se non è arrivato il momento giusto; questo anche per una ragione anatomica: infatti, la vulva rimane chiusa da una membrana che si apre solo durante il periodo dell’accoppiamento e nelle ore precedenti e successive il parto. L’accoppiamento vero e proprio è molto breve e ripetuto diverse volte in poche ore, soprattutto nelle ore serali. Un segno di avvenuto accoppiamento è il ritrovamento di materiale organico, bianco giallastro, di forma cilindrica sul fondo della gabbia.

La gestazione è molto lunga per un Roditore, si parla di circa 111 giorni, i piccoli, in numero di 1-3, nascono normalmente durante le prime ore del mattino e sono autosufficienti (prole atta), già completamente ricoperti da pelliccia, hanno occhi ed orecchie aperti e sono presenti anche i denti incisivi. L’allattamento dura molto poco, al massimo una settimana durante la quale iniziano a mangiare il cibo destinato agli adulti.




ALIMENTAZIONE

L’alimentazione costituisce un aspetto molto importante del benessere del cincillà. Si tratta di animale prevalentemente erbivoro dotato di un lungo e complesso apparato gastro-intestinale; una cattiva alimentazione o la somministrazione di cibi non adatti, potrebbe mettere seriamente in pericolo la salute del cincillà.

Gli alimenti consigliati sono indubbiamente tutti i tipi di verdure fresche acquistabili in un Supermercato o coltivabili nell’orto: diversi tipi di insalate, diversi ortaggi, le foglie di carote, sedano, finocchio. La somministrazione di frutta dovrebbe essere moderata in quanto contiene elevati tenori di zuccheri semplici che potrebbero alterare la microflora intestinale e causare episodi di mal digestione o diarrea. Un elemento che non deve mai mancare è il fieno: questo alimento è il maggior apportatore di fibre vegetali che consentono il corretto funzionamento di tutto l’apparato gastro-enterico.

Come integrazione all’alimentazione con verdure e frutta fresche, si possono somministrare i mangimi in pellets, che consistono in miscele di farine di semi pressate a caldo o in erbe di campo e fieni pressati. Questi alimenti non devono costituire la base alimentare del cincillà, ma essere integrati alla razione di verdure fresche.

Saltuariamente si possono offrire noci e nocciole con il guscio come stimolo “ludico” o degli acini di uvetta sultanina, ottimi come premio per catturare l’attenzione del cincillà e per insegnargli alcune cose. Sporadicamente si possono offrire dei pezzetti di formaggio o dei pezzetti di tuorlo di uovo sodo come integrazione proteica, ma se si segue una corretta alimentazione, di norma non è necessario.

Alimenti che non si devono mai somministrare sono tutti i dolciumi ad uso umano e “specifici” per roditori, gelati, cioccolato, caffè, cibi fritti, carne e pesce, troppi semi come unica fonte di cibo. Oltre a provocare seri disturbi intestinali, possono anche essere tossici (cioccolata e caffè).
Una particolarità comune a tutti i roditori ed al coniglio è la coprofagia, ovvero l’ingestione di una speciale porzione di feci, normalmente prodotte a regolare distanza dai pasti, per l’auto integrazione di sali minerali e proteine presenti in questo particolare tipo di feci.

L’acqua viene normalmente somministrata tramite gli abbeveratoi a goccia che sono molto pratici ed igienici, si può comunque offrire in vaschette anti-rovesciamento per vedere se il cincillà gradirà di più o no.

Una cosa fondamentale è la transizione alimentare. Infatti, nei negozi vengono esclusivamente somministrate delle miscele di semi o pellettati per una maggiore comodità del negoziante. Il cambio verso una migliore alimentazione deve avvenire molto gradualmente per consentire alla microflora intestinale di adattarsi al nuovo tipo di alimento. Si inizierà con la somministrazione di una foglia di insalata al giorno continuando la somministrazione del mangime a cui era abituato. Se dopo un paio di giorni il cincillà sta bene, non si manifestano diarrea o altri problemi intestinali, si aumenta giorno per giorno la quota di verdura fresca diminuendo sempre più la quantità di mangime a cui era abituato sino alla sostituzione completa con i cibi consigliati.




PRINCIPALI MALATTIE

Il cincillà non viene vaccinato contro nessuna malattia virale. Le principali problematiche a cui va incontro sono principalmente legate a problemi gastro-enterici, problemi del mantello, traumi e colpo di calore.

L’apparato gastro-intestinale è, come già visto, molto delicato e suscettibile. Molto spesso l’unico sintomo riscontrato dal proprietario è la diminuzione dell’appetito e la riduzione della vivacità.

Un parametro fondamentale con cui giudicare il suo buon funzionamento, risiede nel valutare forma, dimensione e quantità delle feci prodotte.

Molto spesso la causa principale risiede in problemi localizzati ai denti che, essendo a crescita continua, devono avere la possibilità di un consumo costante e regolare, principalmente portato dalla dieta. Oltre a questo però, alterazioni durante la fase di crescita del soggetto (carenze alimentari, vitaminiche, traumi) o alterazioni congenite/ereditarie, causano modificazioni dell’assetto della tavola dentaria che provoca il non corretto consumo dei denti, sia degli incisivi, facilmente ispezionabili, che dei premolari e molari con la conseguente formazione di cuspidi o punte dentarie che provocano lesioni molto dolorose alla lingua ed alle guance rendendo difficoltosa la prensione e la masticazione del cibo.

In questi casi è indispensabile eseguire un trattamento di regolazione delle tavole dentarie mediante l’utilizzo di particolari frese ad alta velocità esattamente come quelle usate dai dentisti.

I problemi del mantello sono molto meno gravi ma più frustranti. Il sintomo principale sono molto spesso delle aree alopeciche (aree senza pelo), localizzate in qualsiasi parte del corpo; la principale causa sono i dermatofiti o funghi della pelle, che per diverse cause, prime fra tutte lo stress, prendono il sopravvento sulle difese immunitarie del cincillà e manifestano i sintomi. Normalmente non provocano prurito ma si estendono con forma circolare.

Il trattamento può variare, a seconda della diffusione e dallo stato generale del soggetto, dalla semplice applicazione di prodotti sulle aree interessate sino alla somministrazione di farmaci per bocca per lunghi periodi. Una caratteristica particolare del cincillà, che non è una patologia ma solo un adattamento evolutivo, è il fenomeno chiamato fur slip, che consiste nel distacco di ciocche di pelo per poter sfuggire dai predatori; quindi un avvertimento è quello di non prendere mai il cincillà per la pelliccia.

Un problema particolare è la parafimosi o fur rings. E’ un problema esclusivo dei cincillà maschi che consiste nella formazione di un vero e proprio anello di peli intorno al pene; questo con l’andare del tempo causa una compressione crescente sull’organo maschile provocandone infiammazione e conseguente gonfiore che impedisce il ritorno alla posizione naturale all’interno del prepuzio. E’ una condizione molto fastidiosa e dolorosa per il cincillà evidenziata solo dal fatto che si lecca insistentemente la zona e che se non riconosciuta in fretta potrebbe causare seri problemi.

I traumi sono quelli comuni a tutti gli animali. Il tipo più comune è la frattura delle ossa lunghe degli arti posteriori, normalmente la tibia; le cause principali sono i tentativi di liberare l’arto quando si impiglia nelle sbarre della gabbia o tra le fibre dei tappeti, cadute dall’alto o schiacciamento in porte o finestre.

Il colpo di calore è un’evenienza alquanto frequente soprattutto nelle città durante il periodo estivo. Il cincillà in Natura vive sugli altipiani delle Ande sino a 5000 m di altitudine ed è quindi molto più resistente al freddo; infatti, il suo organismo non possiede ghiandole sudoripare e per dissipare il calore in eccesso, aumenta la frequenza respiratoria che non consente una buona riduzione della temperatura corporea che continua ad aumentare sino al collasso.

Per evitare o ridurre al minimo il rischio, si consiglia di alloggiare il cincillà nella stanza più fresca della casa, riparato dai raggi del sole diretti (se non per brevi periodi per consentire il corretto metabolismo della vit. D e del Ca, luce solare diretta con la finestra aperta o all’esterno) o utilizzare un climatizzatore.



Dr. Sergio Silvetti Med. Vet.(SIVAE, AEMV member)
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Indirizzo e-mail: sergio.silvetti@gmail.com

Bibliografia consultata:
- Dr. Vittorio Capello, Il Cincilla’, De Vecchi editore 1998
- Quesenberry/Hillyer: Medicina degli animali esotici II, Antonio Delfino Editore, 1997
- Hillyer/Quesenberry: Ferrets, Rabbits and Rodents clinicaL medicine and surgery, W. B. Saunders Company 1997
- Ronald M. Novwak: Walker’s Mammals of the world Vol. II, sixth ed., The John Hopkins University press, Baltimore London 1999