Criceto Comune

(Cricetus Cricetus)

Il Criceto Comune, purtroppo, è una specie di criceto in via di estinzione e non è reperibile nè in negozi nè in allevamenti specializzati.

Se in negozio vi stanno vendendo un criceto comune, si tratta invece di un criceto dorato o siriano.

Il Criceto Comune proviene originariamente dall'Europa centrale e orientale e venne studiato per la prima volta nel 1774. Secondo studi realizzati nel 2000, si è appurato che il Criceto Comune popola i seguenti stati: Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Ungheria, Olanda, Polonia, Romania, Russia, Slovacchia, Slovenia, Ukraina. Si è invece completamente estinto in Lussemburgo.

Caratteristiche

La sua lunghezza varia dai 21 ai 31 cm e il peso dai 400 ai 650 grammi. I colori più comuni sono: nero, bianco con gli occhi rossi, crema, oppure dorso rossastro, testa marrone e ventre nero con zampe chiare. E' ovvio, comunque, che vi possono essere Criceti Comuni di svariati colori a seconda dell'accoppiamento fra maschi e femmine.

La testa è a punta, gli occhi sono grandi e scuri, le orecchie tonde. Nelle guance ha grandi sacche dove deposita il cibo; i denti sono lunghi ed affilati, le zampe anteriori hanno 4 dita e le posteriori 5, la coda è di solito senza peli. In natura vivono fino ad 8 anni di età.

Il Suo Habitat naturale

L'habitat naturale del Criceto Comune è la steppa fertile del Kazakhstan, prati erbosi, campi coltivati (soprattutto con cereali), cigli stradali erbosi e piantagioni di alberi da frutto vicine a centri abitati. Predilige un terreno solido e profondo, nel quale scava lunghe gallerie colme di stanze, ognuna adatta alle proprie esigenze. La sua dieta in natura consiste prevalentemente in semi, frutti, ortaggi e germogli, occasionalmente si nutre di insetti e talvolta anche di piccoli mammiferi.

Il criceto scava la tana più o meno profonda a seconda del periodo dell'anno. D'estate la tana raggiunge i 50 cm di profondità, è costituita da un piano solo ed il fondo è ricoperto di erba. Solitamente sono composte da una stanza in cui il criceto raccoglie riserve di cibo e una stanza in cui esso va a fare i propri bisogni.

Ci sono diverse uscite di sicurezza e corridoi comunicanti. Le tane invernali, invece, sono scavate più o meno a 2 metri di profondità.

In una tana di un animale adulto, si possono facilmente trovare fino a 10 Kg di semi diversi. D'inverno il criceto va in letargo e la temperatura del suo corpo scende da 32° a 4°C; il letargo viene interrotto ogni settimana per consentirgli di cibarsi e di fare i propri bisogni. All'arrivo della primavera, si risveglierà pronto per la stagione amorosa.

Comportamento in natura

Roditore prevalentemente notturno, predilige le ore serali per uscire dalla tana ed andare in cerca di cibo, che trasporta nelle grandi tasche guanciali. Animale individualista e fortemente territoriale, non vive in colonie e marca le zone di suo interesse con secrezioni odorose prodotte delle sue ghiandole.

Nella stagione degli accoppiamenti, quando due criceti si incontrano, si annusano con diffidenza. I maschi entrano nel territorio delle femmine lasciando tracce odorose sul loro cammino. L'avvicinarsi del maschio alla femmina provoca in essa una reazione di soffi e morsi; queste fughe e inseguimenti si ripetono fino a quando la femmina si concede all'accoppiamento trascinando il maschio nella propria tana per poi scacciarlo qualche giorno dopo.

Dopo circa 20 giorni di gestazione, nascono i piccoli in numero pari da 4 a 18. Dato che la femmina ha solo 8 mammelle, i cuccioli più piccoli e deboli vengono soppressi dalla madre per consentire ai rimanenti una scorta sufficiente di nutrimento. I piccoli nascono senza pelo e ciechi, e pesano circa 7 grammi. Dopo una settimana i piccoli sono ancora ciechi ma forniti di incisivi grazie ai quali iniziano a rosicchiare i primi vegetali. Dopo 15 giorni hanno un folto pelo e gli occhi aperti. Dopo 3 settimane, la madre smette di allattarli e i cuccioli sono indipendenti.

La tana della femmina presenta più entrate rispetto a quella del maschio. Questo per salvaguardare i cuccioli che, in tenera età, esplorando l'esterno possano trovare facile via di fuga in caso di pericolo.




Foto proveniente dal sito http://www.bogon-naturfoto.de/home.html

Misure anti estinzione

Nell'Appendice 2 della Convenzione di Berna, ratificata con la legge 503 del 5/08/81, che ha come scopo la conservazione della flora e della fauna selvatica e dei loro habitats naturali, viene descritto come ogni Stato debba adottare opportune leggi per la salvaguardia delle speci elencate nei tre allegati annessi alla convenzione stessa. In particolar modo, sono vietate la cattura, la detenzione, l'uccisione e la distruzione delle specie elencate. Inoltre, gli agricoltori sono tenuti a mantenere i loro appezzamenti in buone condizioni e minimizzare l'utilizzo di pesticidi