Principali malattie di criceti e roditori

Un animale malato resta immobile, ha di norma il pelo opaco e tende a nascondersi. Visto che è difficile misurargli la temperatura, non ci si può basare su questo per un'eventuale analisi. Sarà invece necessario osservare l'ano dell'animale per controllare se è sporco o ci sono segni di diarrea, controllare la respirazione, gli occhi e le zampe; il suo ventre deve essere morbido e non gonfio.

LE AFFEZIONI DERMATOLOGICHE

E' necessario osservare le condizioni del manto molto attentamente: in caso di malattia, il roditore perde infatti rapidamente i peli e alcune affezioni come la tigna possono essere contagiose per i bambini (zoonosi) abituati a toccare spesso il loro animaletto. Tra i parassiti della pelle ricordiamo le pulci, gli acari e i pidocchi. Il primo segnale di un'affezione cutanea è spesso la perdita di pelo, detta alopecia, seguita da irritazione e prurito.

La tigna: causa delle lesioni circolari con perdita di pelo e deposito di una "polvere" bianca simile alla forfora finissima. Non dà irritazione.

La scabbia: causa pruriti, croste spesse, foruncoli rossi con un punto nero al centro e perdita di pelo.

Ascessi: portano alla formazione di una grossa bolla molle e calda, piena di pus.
Fornito da Associazione Animali Esotici: gli ascessi sottocutanei sono relativamente comuni, e si trattano con l’incisione e il drenaggio (in anestesia generale) e la somministrazione di antibiotici. Nei criceti dorati, e occasionalmente negli altri, tenuti insieme dopo la pubertà, si possono osservare ferite da morso (lesioni crostose infette) a volte anche così gravi da portare a morte. Ovviamente è necessario separare immediatamente i contendenti non appena si notano zuffe, senza attendere che queste portino a ferite gravi. Lievi ferite guariscono da sole, ma se il criceto ferito appare abbattuto, non mangia, si muove con difficoltà deve essere fatto visitare ed eventualmente va sottoposto a terapia antibiotica e ad eventuali cure di sostegno. A volte nei maschi di criceto russo si verifica l’infezione della ghiandola ombelicale, che appare arrossata, ricoperta di una spessa crosta e con presenza di essudato purulento. La terapia consiste nell’asportare delicatamente la crosta e disinfettare periodicamente la ghiandola con un disinfettante indolore.

Nei criceti russi particolarmente grassi si può osservare una forma di infiammazione cutanea, con perdita di pelo e ispessimento della cute in corrispondenza della gola e delle ascelle. Si tratta di una patologia causata dalla frizione della cute secondaria all’obesità. La condizione può essere alleviata applicando sulla cute un disinfettante, ma è solo ottenendo una riduzione di peso del criceto, e quindi la scomparsa delle pieghe, che si può risolvere in modo definitivo il problema.

Ulcerazioni: si formano sotto le zampe, spesso causate dalle cattive condizioni igieniche, causate per esempio da una lettiera sporca e troppo umida o da una gabbia non ben curata.

La Pica: una perversione del senso del gusto che lo induce a mangiare il proprio pelo.

Fornito da Associazione Animali Esotici: nel criceto dorato è abbastanza comune la demodicosi, una malattia parassitaria della pelle causata da microscopici parassiti che vivono nei follicoli piliferi. Questi parassiti sono normali residenti della cute del criceto: la malattia è causata dalla loro proliferazione eccessiva si osserva di solito in animali malnutriti, anziani e/o immunodepressi. Si manifesta con perdita di pelo (alopecia), arrossamento, scaglie e croste, ma in genere non c’è prurito. La diagnosi si effettua mediante raschiati cutanei e l’osservazione microscopica dei parassiti. La terapia si può tentare con diversi tipi di antiparassitari, ma occorre ricordare che spesso è presente un problema di salute più grave che ha causato la malattia, ad esempio un tumore, che si può manifestare in seguito, per cui raramente la terapia della demodicosi è di per sé risolutiva del problema. Raramente si possono riscontrare infestazioni da parassiti del condotto uditivo, che causano un’otite con formazione di croste giallastre e talvolta perdita di pelo a livello delle orecchie, del muso, delle zampe, della coda e della zona genitale. In questo caso si ha un grave prurito. La diagnosi viene confermata mediante l’esame al microscopio del materiale presente nell’orecchio e di raschiati cutanei; il trattamento si esegue con la somministrazione di ivermectina, un efficace antiparassitario.

DISTURBI DELL' APPARATO DIGERENTE

La patologia predominante è la diarrea, che può essere di origine batterica, parassitaria, virale o alimentare.

Diarree Parassitarie: vermi protozoi, le più frequenti sono le coccidiosi e si verificano soprattutto nel porcellino d'india e nel cincillà. O diarree dovute a batteri salmonellosi, pseudotubercolosi.

Diarree Alimentari: sono dovute a un'alimentazione con cibi troppo freddi o a un cambiamento di alimentazione troppo repentino.

Fornito dall'Associazione Animali Esotici: Anche il criceto, come il coniglio e altri roditori, è estremamente sensibile all’azione degli antibiotici: alcuni tipi di antibiotici possono causare una grave alterazione della flora intestinale e provocare quindi diarrea e morte. Gli antibiotici che danno più problemi sono le penicilline, le cefalosporine, tilosina, lincomicina ed eritromicina, clindamicina, ma anche antibiotici considerati “sicuri” possono dare reazioni mortali. È importante che gli antibiotici vengano somministrati solo su prescrizione di un veterinario esperto nel trattare i criceti. Nel criceto dorato streptomicina e diidrostreptomicina non causano enterite, ma hanno una tossicità diretta, e non devono essere usate in nessuna specie di criceto perché ne determinano la morte.

IL MAL DELLA CODA BAGNATA

Il mal della coda bagnata è un'infezione che colpisce l'intestino e provoca inizialmente una fuoriuscita di liquido gelatinoso che fa sì che la coda sia sempre bagnata; successivamente provoca diarrea e il quadro clinico precipita velocemente.

I sintomi sono:

- Diarrea incoercibile
- Mancanza di appetito
- Deperimento generale
- Respiro rumoroso
- Ingrossamento di fegato, milza e reni
- Svogliatezza, il criceto non si dedica quasi più alle pulizie

Per trovare l'antibiotico giusto si impiegano giorni poichè i colibatteri sono di ceppo diverso. Bisogna stare molto attenti perchè chi ha allevamenti si deve sempre lavare le mani prima di toccare gli altri animali.

PROBLEMI DENTARI

I problemi dentari dei roditori sono quelli che più frequentemente richiedono visite mediche, anche se non sempre i proprietari dei piccoli roditori pensano a controllare la dentatura, quando questo non mangia più. Conoscere l'anatomia dei denti dei roditori è importantissimo per comprendere eventuali problemi. I denti dei roditori diversamente da quelli dei cani o gatti, non hanno una radice vera e propria e hanno una crescita continua. Gli incisivi crescono di 2 millimetri a settimana. Quindi se i denti non combaciano perfettamente tra superiori e inferiori, non si consumano e crescono fino ad perforare la bocca dalla parte opposta causando un fortissimo dolore e quindi il digiuno del roditore.

La buona occlusione: In posizione di riposo, gli incisivi superiori sono posti davanti agli incisivi inferiori. Al momento del pasto avviene uno spostamento indietro degli incisivi superiori affinchè combaciando con quelli inferiori, permettano al roditore di prendere il cibo e frantumarlo. In questo modo il roditore rimedia alla continua crescita degli incisivi utilizzandoli regolarmente.

La malocclusione: Molto frequente nel coniglio nano, nel porcellino d'india e nel criceto, si verifica quando la mascella superiore non combacia con quella inferiore impedendo al roditore di utilizzare i denti per alimentarsi e di provvedere al loro "consumo". Quando non si nutre più, l'animale saliva e dimagrisce vistosamente. Se il roditore non è in grado di fare i movimenti di masticazione corretti i denti cresceranno tanto da uscire dalla bocca, in questo caso è necessario tagliare i denti periodicamente.

LE PATOLOGIE DELLE TASCHE GUANCIALI

(Fornito da Associazione Animali Esotici):

Costipazione:
Talvolta il contenuto delle tasche guanciali si impacca e aderisce alle tasche stesse, che il criceto non riesce più a svuotare. Con il tempo il contenuto va in putrefazione. Ci si accorge del problema perché il criceto ha le tasche guanciali costantemente piene, mentre quando lascia la tana le dovrebbe avere svuotate. Occorre richiedere l’assistenza di un veterinario, perché provveda a svuotare le tasche e disinfettarle.

Prolasso:
La tasca guanciale può rivoltarsi e uscire dalla bocca, apparendo come una piccola massa carnosa, che con il tempo si ulcera e si necrotizza. Il prolasso della tasca guanciale (che può riguardare una sola o entrambe le tasche) si osserva più di frequente nei criceti russi di sesso femminile. Le cause di questa patologia non sono ben chiare; alcuni ipotizzano che sia principalmente un problema comportamentale, dovuto al continuo immagazzinamento del cibo lasciato a disposizione in abbondanza. Se il prolasso è recente e il tessuto non è eccessivamente traumatizzato, è possibile che il veterinario riesca a riposizionare la tasca e a fissarla in sede, in anestesia. In caso contrario la può asportare, con un piccolo intervento chirurgico. Anche in seguito all’asportazione di entrambe le tasche il criceto conduce una vita normale.

Ascessi:
L’introduzione nelle tasche guanciali di oggetti appuntiti o taglienti può causare delle piccole ferite che portano allo sviluppo di ascessi. Il loro trattamento consiste nel drenaggio e somministrazione di antibiotici.

LESIONI TRAUMATICHE DEGLI ARTI

(Fornito da Associazione Animali Esotici):

Sono relativamente frequenti nei criceti, causate soprattutto da cadute, quando il criceto viene lasciato cadere a terra, soprattutto dai bambini, o quando cade arrampicandosi sulle sbarre della gabbia. A volte l’arto resta impigliato sulle sbarre della gabbia o della ruota, o sulla scaletta. Una causa di lesioni agli arti è anche il materiale sintetico venduto come materiale per il nido, che si impiglia strangolando la circolazione e causando la mummificazione dell’estremità dell’arto.

Le fratture nei criceti non si prestano a interventi di osteosintesi o a fasciature, sia per la taglia ridotta del roditore che per la sua intolleranza a elementi estranei applicati al corpo. In caso di frattura è consigliabile alloggiare il criceto in una gabbia a pareti lisce, senza elementi per arrampicarsi e senza ruota. Se si rende necessaria, l’amputazione è tollerata molto bene. In caso di perdita di un arto anteriore, si può riscontrare la difficoltà a svuotare la tasca guanciale del lato corrispondente e quindi problemi di costipazione della tasca.

LE PATOLOGIE RESPIRATORIE

I roditori sono molto sensibili alle correnti d'aria e ai colpi di freddo. Tra i problemi che affliggono il loro apparato respiratorio il più rilevante e' la corizia (riscontrabile sopratutto nel coniglio nano, nel porcellino d'india e nel criceto) che, se non curata, può trasformarsi in bronchite o polmonite. I sintomi sono gocciolio del naso, lacrimazione degli occhi e starnuti. E' consigliabile tenere l'animale al caldo e portarlo al più presto dal veterinario.

ALTRI DISTURBI

Le congiuntiviti: causano occhi rossi e lacrimosi e sono spesso scatenate da allergie alla lettiera troppo polverosa o alla paglia, da un betterio a seguito di un'unghiata o per una carenza alimentare di vitamina A.

Le affezioni nervose: sono molto frequenti nel porcellino d'india. I sintomi sono principalmente dati da disturbi dell'equilibrio, con l'animale che ciondola la testa e cade sul fianco.

Le mixomatosi: infierisce sui conigli nani. Per prevenirla, esiste un vaccino che può essere somministrato a partire dai 2 mesi (è necessario un richiamo ogni 6 mesi). Questa malattia è scatenata da un virus trasmesso dalle zanzare. I sintomi sono lesioni e gonfiori attorno agli occhi e in altre parti del corpo.


- Polmoniti virali, batterica (pasteurella, bordetella)
- Otite
- Cisti alle ovaie, mastiti
- Sangue nell'urina (coniglio nano)
- Tumori
- Epilessia (gerbillo e scoiattolo striato)

TUMORI O NEOPLASIE

Con il termine neoplasia o tumore, viene intesa una massa distinta di cellule danneggiate e dalla crescita accelerata rispetto alla norma. Esse, pur essendo nate da cellule sane, non sono più soggette al controllo che impedisce loro di duplicarsi all'infinito, creando danni a tutte le zone circostanti.

A seconda dell'aggressività e dalla capacità di duplicarsi, i tumori vengono classificati come benigni o maligni. In particolare i tumori benigni continuano a crescere ma restano localizzati dove sono nati; dopo averli rimossi mediante intervento chirurgico, il problema viene risolto.

Al contrario, i tumori maligni seminano in tutto l'organismo altri piccoli tumori chiamati metastasi e, a meno che non vengano bloccati prima che inizino questa diffusione, diventano incurabili e di conseguenza mortali. I criceti delle specie Mesocricetus Auratus, Phodopus Campbelli, Phodopus Sungorus (dorati, campbell e winter white) sono soggetti alla comparsa di tumori soprattutto durante la vecchiaia e quindi a circa un anno o due di età.

Le cause scatenanti di questi tumori sono la scarsa ed approssimativa informazione relativa all'allevamento domestico, la mancanza del letargo, l'accoppiamento di esemplari della stessa cucciolata o di esemplari già ammalati, la somministrazione di alimenti che contengono sostanze chimiche sintetiche o funghi dovuti alla cattiva conservazione degli stessi.

L'individuazione di queste cisti o protuberanze, date le ridotte dimensioni del corpo del criceto, si attua mediante palpazione. Ovvero solo accarezzando ed ispezionando il corpo dell'animale è possibile accorgersi della comparsa di tumori e di conseguenza consentirne in tempo l'asportazione mediante intervento chirurgico sotto anestesia. Inutile aspettare sperando che "passi da solo", l'attesa in numerosi casi ha fatto solo in modo che l'animale curabile morisse nel giro di breve. Ricordiamo che spesso e volentieri un criceto con vistose cisti tende a strapparsele procurandosi serie lesioni.

In alcuni casi l'operabilità non è possibile (età avanzata dell'animale, dimensioni troppo grandi della massa, anestesia pericolosa). In questi casi consigliamo sempre di lasciar vivere serenamente il tempo che resta all'animale fornendo un sufficiente apporto vitaminico (gocce da sciogliere nell'acqua, frutta, verdura) e somministrando antibiotici se vi fossero infezioni in corso.

MALATTIE LEGATE ALLA CONDIZIONE DI TENUTA

- Lettiera polverosa: torba, segatura: irritazione vie respiratorie superiori(raffreddore) ed occhi (congiuntivite)
- Fondo gabbia ruvido (sabbia gatti) ferite alle zampe e al naso
- Fondo gabbia sporco e/o bagnato: infezione della pelle e delle zampe
- Sbarre metalliche o rete: ferite al naso, sopratutto negli animali scavatori (gerbillo)
- Lana sintetica per il nido: legature attorno alle zampe, intasamento delle tasche guaciali (criceto) problemi digestivi
- Temperatura troppo alta (più di 25 c°) sole: diarrea, collasso, (coniglio nano cincillà)
- Temperatura troppo bassa: apatia letargo (criceto)
- Umidità alta: micosi, problemi respiratori, problemi con la coda (ratto) o il pelo(cincillà)
- Prendere per la coda: perdita della pelle e necrosi della coda (gerbillo, degu, ratto e scoiattolo)
- Cambiamenti bruschi dell'alimentazione: diarrea, morte (coniglio, porcellino, cincillà)
- Cibo troppo morbido: problemi di denti
- Cibo troppo ricco: obesità
- Alimentazione unilaterale: non accettano più altri tipi di cibo (porcellino d'india)
- Troppi semi di girasole: mancanza di calcio, osteodistrofia, osteoporosi (gerbillo)
- Mancanza di vitamina C (porcellino): infiammazioni delle zampe, emorragie, zoppia, paralisi
- Mancanza di fibre: problemi digestivi (mangiarsi il pelo)
- Poco movimento : obesità
- Paralisi da gabbia: (criceto, porcellino) legata al troppo poco movimento, all'alimentazione e a traumi.
- Parco esterno: contaminazione da uccelli e roditori selvatici (salmonellosi, pseudotubercolosi e parassiti)
- Problemi di aborto: femmine gravide prese in braccio
- Problemi di parto: legati all'obesità o all'età (porcellino d'india alla prima gravidanza dopo 10 mesi di età)
- Troppi animali in spazio ridotto e pochi nascondigli: aggressività, ferite, pelo mangiato dai compagni di gabbia, polmonite
- Incidenti dopo cadute: fratture, paralisi
- Gabbia vicino al televisore: stress, morte
- Lesioni alla schiena in seguito a calci per fughe (coniglio nano)
- Paura: arresto cardiaco (coniglio)

MALATTIE CAUSATE DA CRICETI E RODITORI ALL'UOMO

Principali Zoonosi causate da roditori e conigli nani:

- Coriomeningite linfocitaria: virus (criceto, porcellino, topolino, ratto) serbatoio topo selvatico. Trasmesso via urina, feci o morsi
- Salmonellosi: batterio (porcellino e coniglio) praticamente mai trasmesso all'uomo da animali da compagnia
- Pseudotubercolosi: batterio, (porcellino e coniglio) trasmissione all'uomo possibile, sintomi: dolori addominali e all'inguine. Serbatoio uccelli selvatici e piccioni
- Pasteurellosi: batterio (coniglio) infezioni da morso possibili
- Tubercolosi: batterio trasmesso dall'uomo agli animali (porcellino d'india e coniglio) e non il contrario
- Listeriosi: trasmissione poco probabile
- Micosi: funghi (soprattutto porcellino, raramente coniglio, criceto, e gerbillo) un animale apparentemente sano può essere portatore della malattia.
- Vermi: piccolo verme solitario raramente nei bambini, problema dell'igiene - Parassiti della pelle: (rogna specifica per ogni specie) non permangono sull'uomo ma possono morderlo
Si raccomanda di far visitare i propri criceti solo da veterinari esperti in animali esotici.