Il Degu del Cile

a cura della Dott.ssa Marta Avanzi

TASSONOMIA

Classe Mammalia (Mammiferi)
Ordine Rodentia (Roditori)
Sottordine Hystricomorpha (Istricomorfi)
Famiglia Octodontidae (Octodontidi)
Genere Octodon
Specie O. degus

Classificazione scientifica

Il degu è un piccolo roditore dall’aspetto simile ad un grosso gerbillo dalle larghe orecchie; è da qualche anno in vendita anche in Italia presso negozi ed allevatori specializzati.



CARATTERISTICHE ANATOMICHE

A causa dei predatori e della distruzione operata dall’uomo, in natura la longevità è di circa 3 anni. In cattività, invece, se ben tenuto e alimentato il degu può vivere fino a 12 anni. Il peso alla nascita è di 12-14 grammi, per poi raggiungere i 170 – 200 grammi nelle femmine ed i 300 – 350 grammi nei maschi. La lunghezza del corpo varia tra i 12 ed i 19 cm, a cui vanno aggiunti i 12 cm della coda.

Il degu ha 20 denti: due incisivi superiori e due inferiori, tre premolari superiori e tre inferiori da ogni lato, e un molare superiore ed uno inferiore da ogni lato. I denti premolari e molari vengono distinti per ragioni anatomiche, ma sono uguali tra loro. Tutti i denti, sia gli incisivi che molari e premolari, sono a crescita continua (vengono pertanto definiti a radice aperta): significa che continuano a crescere per tutta la vita e che vengono mantenuti della giusta lunghezza tramite il consumo, vale a dire con la masticazione del cibo. Gli incisivi hanno un caratteristico colore arancione chiaro; gli incisivi bianchi sono un segno di malattia. I molari presentano la superficie di masticazione a forma di otto (da qui il termine "Octodontidi).

Il manto è marrone scuro sul dorso, mentre si presenta più chiaro sull’addome, con un colore crema - argentato. Questa colorazione, scura sul dorso e chiara sull’addome, ha funzione mimetica ed è molto utile per confondere i predatori perché rende loro più difficile individuare il roditore. Le dita sono quattro negli arti anteriori, e cinque nelle zampe posteriori di cui uno di dimensioni ridotte. Le dita sono provviste di unghie (per facilitare l’arrampicamento sugli alberi) e ricoperte da peli ispidi disposti a pettine, di color bianco argento, più evidenti nelle zampe posteriori.

Molto caratteristica è la coda, ricoperta di peli radi, corti e ruvidi, che alla sommità formano un lungo pennello. Nel caso in cui la coda venga afferrata da un predatore, si verifica il distacco della pelle che rimane in bocca all’aggressore (o in mano al veterinario o al proprietario). In tal caso il tratto di coda traumatizzato non guarisce e viene perso definitivamente.

I grandi occhi scuri permettono un’ottima visione al degu. L’udito è fine, grazie ai larghi padiglioni auricolari utilizzati anche per la dispersione del calore. Anche l’olfatto è ben sviluppato e viene utilizzato per il riconoscimento degli altri individui della colonia.

Le femmine di degu possiedono quattro paia di mammelle, tre paia posizionate nella parte toracica del corpo ed un paio posto tra l’inguine e l’ombelico. Quest’ultimo paio permette l’allattamento anche durante i turni di guardia, che vengono svolti in posizione bipede.

HABITAT NATURALE

CIl degu è un roditore diurno originario dell’America latina; il suo habitat naturale è rappresentato dalle scoscese e boscose montagne del versante cileno delle Ande, ad un’altitudine variabile tra i 500 ed i 1200 metri sul livello del mare, ma la sua presenza è segnalata sino ai 3000 metri di altezza.

Preferisce le zone subtropicali del nord, a clima caldo e umido, e temperate del centro, del continente Sudamericano. Come per l’altitudine anche per il clima il degu è segnalato in zone più estreme della tundra del sud, fredde, umide e ventose (il Cile è una nazione stretta, ma molto allungata ed è posta nell’emisfero meridionale e per questo il nord corrisponde alle zone più calde, sino all’equatore mentre il sud a quelle più fredde sino al Polo sud) anche se a queste latitudini la sua vita è decisamente più difficile.

Il degu scava tane sotterranee ai margini di cespugli e boscaglie, l’habitat ideale per la ricerca del cibo. Queste tane sono ricche di gallerie e camere che vengono foderate con rametti, foglie secche e fieno in modo da trattenere il caldo anche durante la stagione fredda. Le camere vengono divise, secondo le funzioni che vi vengono svolte, in abitazioni, magazzini per il cibo, camere per partorire ed accudire i piccoli e "gabinetti".

Queste tane hanno diverse entrate ed uscite per permettere al degu di sfuggire alle attenzioni dei predatori. In natura frequentemente divide il proprio nido con un roditore notturno delle sue stesse dimensioni, il topo cincillà (Abracoma benneeni).

Il degu in vista della stagione fredda immagazzina grandi quantità di cibo perché è attivo tutto l’anno e non va in letargo. Per questo motivo in Cile è considerato un animale dannoso.

Il degu è un ottimo arrampicatore: sale sugli alberi sia per nutrirsi che per cercare il cibo che poi raccoglie e accumula nella sua tana.

Questo piccolo roditore è un animale sociale e forma colonie di 10 – 100 individui; l’intera colonia partecipa alla costruzione del nido sotterraneo e alla raccolta del cibo. Le madri possono allevare i piccoli insieme nella stessa tana e, a differenza di molte altre specie animali, il padre aiuta la femmina nell’allevamento dei cuccioli.



CARATTERE

Il degu può rappresentare un buon animale da compagnia: è vivace, curioso, molto attivo, divertente da osservare e semplice da allevare. Va ben tenuto presente che è un animale sociale, abituato a vivere in gruppo, pertanto allevato da solo soffrirebbe di solitudine, a meno che non sia possibile passare con lui molto tempo.

Se non è stato abituato al contatto umano fin da piccolo, può restare diffidente e sfuggire il contatto con le mani dell’uomo.

L'ALIMENTAZIONE

Il degu è un erbivoro stretto (si nutre esclusivamente di alimenti vegetali); in natura consuma erbe e piante, gemme e germogli, corteccia, bulbi e, talvolta, semi e frutta.
Questo roditore è anche coprofago: durante la stagione secca consuma le feci di grandi erbivori come cervi, bovini ed equini.
In cattività l’alimento migliore, che dovrebbe costituire la base dell’alimentazione, è l’erba fresca. L’erba, ed altre piante di campo (tarassaco, trifoglio, piantaggine, ecc.) possono essere raccolte da giardini e prati, purchè vi sia la sicurezza che non siano inquinati da sostanze tossiche (antiparassitari, scarichi delle macchine, erbicidi, ecc.).

Un altro indispensabile componente della dieta, che può sostituire l’erba se questa risulta difficile da reperire, è il fieno; quello migliore è il fieno di prato polifita (composto da vari tipi di erbe). Il fieno deve essere fresco e ben conservato: lo si riconosce dal colore verde e dall’assenza di polverosità. Nei negozi per animali lo si trova in vendita in pratiche confezioni di dimensioni ridotte.

L’alimentazione viene integrata con la somministrazione di verdure fresche (radicchio, insalata, carote, peperoni, bietole, cicoria, spinaci, cavolo, cavolfiore). Possiamo fornire al degu tutte le verdure adatte al consumo umano, fresche, ben pulite e a temperatura ambiente. Evitate di dare agli animali verdure appassite, sporche o con parti guaste. La frutta va sempre somministrata in quantità molto piccole, come premio occasionale.
Gli alimenti freschi devono sempre essere tolti dalla gabbia quando si sporcano o appassiscono. Di solito si lasciano a disposizione al mattino e si eliminano alla sera. Durante la stagione calda occorre un’attenzione maggiore, perché i vegetali con il caldo si guastano più rapidamente.
L’aggiunta di rametti con corteccia e germogli (quercia, pioppo, castagno, faggio, salice, vite) è molto gradita e offre inoltre agli animali uno svago in più.

Gli alimenti confezionati:
In Italia non esistono in commercio alimenti formulati specificatamente per i degu. Il pellet va dato in quantità limitata, perché è molto nutriente e se somministrato in eccesso può dare ingrassamento. Controllate sulla confezione la data di scadenza, per verificare di comprare un prodotto fresco.

Molto diverso è il discorso per i mangimi commerciali per roditori o conigli composti da miscele di semi (girasole, mais, frumento, riso), fiocchi di cereali, frutta secca e pezzi di carrube. Questo tipo di alimento è del tutto inadeguato per i degu (come lo è per conigli, cavie, cincillà e altri piccoli roditori in genere). E’ completamente diverso dall’alimentazione naturale, quindi non fisiologico; è troppo ricco di grassi (causa obesità) e povero di fibra (crea disturbi al sistema digestivo), e va evitato completamente.
Allo stesso modo sono da evitare completamente tutte le leccornie che si trovano in vendita per i roditori: bastoncini di semi e melassa, caramelline allo yougurt, frutta secca, bastoncini di cereali, e cose simili.

Alimenti da evitare:
Oltre agli alimenti commerciali a base di semi, frutta secca e fiocchi di cereali, non si devono mai somministrare ai degu dolciumi, carboidrati (pane, biscotti, cracker, grissini, fette biscottate, pasta, ecc.), alimenti cotti, cibi salati e fritti, i prodotti contenenti latte e i derivati del latte. I cibi contenenti zucchero, in particolare, sono dannosi alla salute del degu perché causano cataratta, e quindi cecità.

Tra gli alimenti tossici segnaliamo la cioccolata e le foglie e le parti verdi di pomodori e patate, e le melanzane.

L’acqua deve essere sempre lasciata a disposizione, preferibilmente utilizzando un beverino a goccia, che impedisce agli animali di rovesciare o sporcare l’acqua. L’acqua deve essere cambiata tutti i giorni, e una volta alla settimana il beverino va lavato con cura e disinfettato. L’acqua lasciata nel beverino per molto tempo può divenire un "brodo" di batteri anche pericolosi.



L'ALLOGGIO

Per ospitare i degu sono adatte le gabbie che si trovano comunemente in vendita per conigli o cavie, ma è preferibile scegliere una gabbia più sviluppata in altezza, in modo da permettere ai degu di arrampicarsi collocando rami, rampe e piani intermedi. La gabbia deve essere sufficientemente ampia da permettere agli animali una certa attività fisica. Verificate che gli sportelli della gabbia permettano, per dimensioni e posizione, di afferrare i degu senza difficoltà.

Il materiale deve essere resistente all’azione dei denti di questi roditori, impermeabile all’urina, robusto e facilmente lavabile. Per questo motivo sono sconsigliabili legno, plastica tenera, reti metalliche fini, plexiglas, mentre l’acciaio è un ottimo materiale. Si può utilizzare un acquario con un coperchio a rete (per permettere una buona ventilazione), tuttavia un acquario sufficientemente spazioso risulta difficile da pulire a fondo, a causa del peso.
I degu sono ottimi arrampicatori, per cui il coperchio o gli sportelli della gabbia devono essere robusti e a prova di fuga.

Una gabbia molto alta permette di inserire ripiani, scalette e rami che consentono ai degu di arrampicarsi e di simulare il comportamento naturale. Un altro indispensabile accessorio è rappresentato da una ruota, che deve essere di dimensioni adeguate alla taglia di questi roditori.
I degu amano scavare gallerie sotterranee, pertanto si deve collocare nella gabbia una casetta che funga da tana, ed eventualmente dei tubi di plastica che fungano da tunnel.

Il fondo della gabbia deve essere di materiale solido, perché le grate danneggiano le zampe. Sul fondo si pone uno strato abbondante di materiale, morbido e innocuo per l’animale, e non polveroso per evitare danni all’apparato respiratorio. Tra i materiali più adatti segnaliamo il fieno di buona qualità, i trucioli, il pellet di tutolo di mais o di carta riciclata (si trovano nei negozi per animali), la carta a pezzi. Assolutamente da evitare è il ghiaino per gatti, che è troppo abrasivo e danneggia le zampe dei roditori.
Ponendo sul fondo della gabbia dei fogli di giornale, e al di sopra di questi la lettiera, la pulizia risulta molto facilitata, asportando i giornali del fondo insieme alla lettiera. La lettiera deve essere sempre molto pulita, e va cambiata almeno una volta la settimana.

I degu, al pari dei cincillà, amano fare i bagni di sabbia, che li aiuta a tenere il mantello in buone condizioni. A questo scopo si può utilizzare della sabbia fine mescolata con una piccola quantità di talco non profumato, o meglio ancora l’apposita sabbia in vendita per i bagni di sabbia dei cincillà. La sabbia va posta in una larga ciotola e lasciata a disposizione degli animali per una mezz’ora. Se lasciata più a lungo, potrebbe venire utilizzata come toilette. Il bagno di sabbia va offerto almeno una volta la settimana.

La temperatura della stanza ove è posta la gabbia deve essere compresa tra i 18 ed i 22 gradi. Temperature elevate sono molto dannose, e possono provocare la morte per colpo di calore; per evitare questo problema la gabbia non va collocata al sole diretto. Il degu inoltre soffre in ambienti dove l’aria è molto secca, dove cioè l’umidità è uguale o inferiore al 40%.

RIPRODUZIONE

La maturità sessuale è relativamente tardiva e piuttosto variabile: dai 6 ai 20 mesi di età. Il periodo riproduttivo in cattività dura tutto l’anno (in natura avviene in settembre). L’estro (il periodo in cui la femmina accetta di accoppiarsi con il maschio) dura solo tre ore, e l’ovulazione è indotta dall’accoppiamento. Nella femmina i segni dell’estro sono molto scarsi e difficili da evidenziare; può presentare un lieve aumento di volume della vulva e un maggiore livello di attività.

Dal momento che l’estro dura molto poco, e che è difficile stabilire quando la femmina è in calore, se si vuole fare riprodurre questi animali è consigliabile alloggiare sempre insieme il maschio e la femmina.
Durante il corteggiamento è possibile che il maschio spruzzi l’urina addosso alla femmina, e può accadere che la femmina faccia lo stesso verso il maschio. L’accoppiamento è brevissimo, dura 5-10 secondi, e si può ripetere più volte durante l’estro. Dopo l’accoppiamento il maschio lancia una serie di grida per alcuni minuti, forse per avvertire gli altri maschi di tenersi lontani.

Durante la gravidanza si può osservare un ingrandimento progressivo dell’addome della madre, che va manipolata con particolare prudenza. In questo periodo si deve disturbare la coppia il meno possibile, evitando di cambiare la gabbia o l’arredamento della gabbia. Il maschio va lasciato sempre insieme alla femmina perché, contrariamente a quanto accade per altre specie di roditori, partecipa all’allevamento dei piccoli, e la sua separazione dalla femmina causerebbe notevole stress ad entrambi. I degu sono ottimi genitori, ed entrambi i membri della coppia si prendono cura amorevolmente dei figli. La gravidanza dura mediamente 90 giorni, con un range di 87-93 giorni, periodo relativamente lungo rispetto alla media dei roditori. Il numero medio di piccoli per parto è di 6 (range 1-10).

Il parto, che avviene nella casetta-nido, impiega anche diverse ore. Durante il parto e nelle ore successive è molto importante non disturbare la famigliola ed evitare di spiare ciò che avviene nel nido. E’ improbabile che i genitori abbandonino la nidiata, se vengono disturbati, ma l’intervento di estranei in questo delicato momento potrebbe essere molto stressante.
Le femmine vanno in calore subito dopo il parto, ma non sempre se si accoppiano si verifica una gravidanza. Normalmente si verifica un parto all’anno, talvolta due.

I piccoli degu alla nascita sono relativamente sviluppati rispetto alla media dei roditori, e sono completamente ricoperti di pelliccia. A volte nascono con gli occhi già aperti, e in altri casi li aprono a due-tre giorni di vita, mentre le orecchie si aprono due giorni dopo gli occhi.

La capacità di termoregolarsi (di mantenere cioè la temperatura corporea entro livelli normali) si sviluppa verso l’ottavo giorno di vita, per cui i piccoli hanno bisogno del contatto con i genitori per restare caldi.
La femmina possiede quattro paia di mammelle, un paio a livello inguinale e tre paia poste lungo i lati di torace e addome. La madre allatta i piccoli accucciandosi sopra di essi, mentre i piccoli restano distesi sulla schiena. La poppata dura in media 25 minuti.

I piccoli iniziano a consumare cibo solido già a pochi giorni di vita, ma non possono sopravvivere se non ricevono il latte materno almeno fino a due settimane.
Lo svezzamento avviene intorno alla quarta settimana, ma è preferibile lasciare i cuccioli con i genitori per almeno sei settimane. Una volta separati dai genitori, i piccoli vanno allevati ed alimentati nello stesso modo degli adulti. E’ importante maneggiare regolarmente i giovani degu, perché crescano docili e non abbiano paura delle persone.

Quando vengono affidati ad un nuovo proprietario è fondamentale fornire accurate ed approfondite informazioni sulle loro cure, mostrare come vanno maneggiati e lasciare una piccola scorta del cibo a cui sono abituati. Non lasciate i piccoli al primo che capita, pur di liberarvene. E’ vostro preciso dovere assicurarvi che i piccoli vadano a persone responsabili e amanti degli animali.

COME MANEGGIARLI CORRETTAMENTE

Ricordate di non afferrare mai i degu per la coda, perché la pelle della coda si potrebbe staccare lasciando scoperte le vertebre. Se questa evenienza si verifica, la pelle non ricrescerà più e il roditore si staccherà moncone di coda denudato. Il facile distacco della cute della coda rappresenta un meccanismo di difesa, utile allo stato naturale nel caso il degu si afferrato per la coda da un predatore: pur lasciando la pelle in bocca al suo avversario, il degu è comunque in grado di sfuggire.

Per afferrare e sollevare un degu docile basta circondargli il torace con una mano, mentre l’altra sostiene le zampe posteriori. Le uniche precauzioni consistono nel non stringere troppo il torace e nel fare attenzione a non lasciarlo cadere a terra.

Un animale molto giovane può essere tenuto tra le mani a coppa, sempre avendo la precauzione di evitare che cada a terra.
Volendo prendere dalla gabbia un soggetto meno addomesticato, si può utilizzare un barattolo dentro cui far entrare il roditore. Coprendo l’ingresso del barattolo con la mano, si può spostare il degu in un altro contenitore senza rischio che scappa o che morda.
In certi casi, ad esempio se il degu è uscito dalla gabbia e non vuole essere afferrato, può essere utile utilizzare un retino con cui "ripescare" l’animale senza fargli del male e senza spaventarlo troppo.



Scheda sul Gerbillo gentilmente fornita dalla Dott.ssa Marta Avanzi, medico veterinario, fondatrice dell'Associazione Animali Esotici AAE).