Sign in to follow this  
Followers 0
ZEUS

Brevissimi Cenni Per La Riproduzione Del Criceto Nano

AVVERTENZA: SE NON SIETE INTERESSATI ALLA RIPRODUZIONE NON LEGGETE, E' UN POST MOLTO LUNGO :P

SE INVECE SIETE INTERESSATI PRENDETEVI UNA SETTIMANA DI FERIE E LEGGETE :D

MI SCUSO PER GLI ERRORI GRAMMATICALI, L'HO SCRITTO DI GETTO :wub:

Tra molti possessori di criceti nani esiste confusione sull’allevamento e la riproduzione del criceto.

Alcune persone cercano di risolvere il problema mettendo insieme i loro criceti per un po’ di tempo sperando che in tal modo avvenga quel meraviglioso processo che è il concepimento; tale metodo a volte, se si è fortunati, porta risultati buoni, mentre altre volte, se si è sfortunati, porta risultati assai deludenti (per non dire tragici).

Ho cercato del materiale sull’argomento e l’ho trovato principalmente su vari libri e siiti in inglese, mentre purtroppo non ho trovato granchè in italiano, a parte il libro di Marta Avanzi “i criceti”.

Quando ho iniziato a tradurre e a comprendere il ciclo riproduttivo del criceto vi confesso che ne sono stato rapito, non avrei mai pensato che l’argomento potesse essere così complesso ed affascinante.

Possiamo affermare che uno studio attento della riproduzione dei criceti ci permette di vedere in profondità la natura dei nostri piccoli amici e sicuramente mi ha permesso di capire tante cose del mio piccolo adorato Zeus.

All’inizio avevo pensate di farvi un riassunto veramente breve con i soli punti essenziali, poi ho iniziato a ricevere le domande più disparate, ed ho deciso di scrivere molto più di quello che vi servirà per far riprodurre i vostri crici.

Sarebbe già una grande fatica tradurre e riunire le varie parti di informazioni apprese; tuttavia poiché esiste il diritto d’autore, l’unica cosa che posso fare è farvi un riassunto di quanto ho appreso. Vi daro’ molte più informazioni di quelle che vi saranno necessarie per riprodurre i vostri criceti.

Lo faccio perché parto dall’assunto che ognuno prenderà quello che vuole; molte persone non arriveranno mai alla fine di questo post; alcuni ne prenderanno il 10%, altri il 50%, altri ancora il 100%.

Questo perché anche se sono pochi quelli che pensano seriamente di riprodurre i propri crici, ciò non toglie che da qualche parte delle indicazioni debbano prenderle…

Va subito messo in chiaro che una cattiva gestione della riproduzione può portare molti inconvenienti; per citarne alcuni:

1) la mamma muore

2) la futura madre ferisce od uccide il futuro padre (niente accoppiamento)

3) il futuro padre uccide o ferisce la futura madre (niente accoppiamento)

4) L’accoppiamento ha luogo, ma la madre blocca il parto

5) L’accoppiamento ha luogo ma il maschio non ingravida la madre

6) L’accoppiamento ha luogo e la madre si fa subito rimettere in cinta

7) La mamma uccide i suoi cuccioli

8) Il papa’ uccide i suoi cuccioli

9) I cuccioli nascono deboli e malati e muiono

10) Si trasmettono malattie ereditarie dai genitori ai figli

Proprio alla luce di ciò, e visto che l’argomento è molto esteso, ho intenzione di trattarlo in maniera esauriente di modo che una persona che voglia provare a far accoppiare i suoi criceti, possa apprendere tutto, ma proprio tutto, quello che c’è da sapere sull’argomento.

A tal scopo questo sunto si riferisce esclusivamente alle 4 specie di criceto nano che si allevano comunemente (e non è da intendersi per il criceto dorato);

Phopodus Campbelli che chiamero’ Campbell

Phopodus Sungorus che chiamero’ Winter White

Phopodus Roborovskii che chiamerò Robo

Cricetulus Griseus che chiamero’ Cinese

Una prima considerazione da fare è che queste quattro specie hanno tutta una serie di elementi in comune (essendo tutti dei criceti), ma presentano anche delle differenze significative per quel che riguarda l’argomento che stiamo trattando. Tanto è importante rimarcare ciò, che sono state create metodologie di accoppiamento differenti a seconda delle varie specie; alcune delle quali molto più difficili da allevare in cattività; ne consegue che un discorso serio non può farsi senza affrontare le varie differenze trattando l’argomento specie per specie.

Ho deciso di esporre l’argomento in questo modo:

Dall’inizio affronteremo gli aspetti generali: quindi informazioni generali sul criceto, suo ciclo riproduttivo, l’estro, e tutto quello che occorre sapere per far riprodurre due criceti (tutto ciò indipendentemente dalla specie di appartenenza, anche se qua e là anticipero’ importanti differenze quando ne ravvedero’ la necessità)..

In un secondo momento affronteremo l’argomento della nascita e cura dei piccoli, sino al loro svezzamento.

Infine, ma questo in futuro non in questo post, andremo nel dettaglio sulle specificità tipiche di ogni razza di criceto nano, e nelle varie tecniche di riproduzione.

Ho letto più libri e consultato molti siti ma la maggior parte delle informazioni le ho recepite dal testo: dwarf hamster a complete pet owner’s manual edizioni Barron’s ristampa del 2009 e dal testo hasmterlopedia a complete guide to hamster care; oltre al già citato testo della Avanzi.

Mentre per i siti ho scorrato con google un po’ in tutta la rete…

PARTE PRIMA. IL CRICETO NANO – ASPETTI GENERALI

La prima cosa da fare per riprodurre una coppia di criceti nani è appunto quella di scegliere una coppia adatta alla riproduzione. Per quanto possa apparire strano molte persone che si avvicinano per la prima volta ai criceti, non sanno come stabilire il sesso del criceto e si fidano, spesso a torto, di quello che gli dice il negoziante. In tal modo si sono verificati casi di persone che ripetutamente hanno tentato di far accoppiare due maschi lamentandosi che non andavano mai in calore e si azzuffavano sempre.

Per sgombrare il campo da qualsiasi dubbio su come si possa distinguere un maschietto da una femminuccia, rimando alla ben fatta descrizione di ZIPRAR:

Visita il mio sito

avvisando soltanto che, almeno all’inizio quando il criceto non ci percepisce ancora come amici, l’operazione dovrebbe essere fatta da una persona esperta, e comunque sempre in maniera estremamente delicata (non soffiate sulla pancia, non stringete troppo, etc etc).

In particolar modo occorre fare attenzione alla presa per la collottola, poiché si registrano numerosi casi di danni agli occhi (spesso fuoriscita di un occhio) dovuti ad una presa troppo energica (anche se questo è solo una delle tante cause di questo disturbo), e d’altra parte, morsi subiti dovuti ad una presa troppo lasca. Quindi se avete il dubbio sul sesso del vostro criceto vi raccomando di seguire il metodo descritto da Ziprar.

Detto ciò il discorso inizia subito a complicarsi perché specie diverse hanno esigenze molto diverse; il cinese ad es. non sopporta per nessun motivo (se non in rarissimi casi in cattività) di condividere lo spazio con altri criceti cinesi; mentre altre specie, se abituate sin da piccole, con spazio più che sufficiente, abbondante acqua, cibo ed anche giochi (spesso si sottovaluta il fatto ma i criceti possono lottare anche per contendersi una ruota), possono convivere insieme.

Da notare che per mettere insieme due ciceti esistono delle tecniche che minimizzano i rischi, così come esistono degli accorgimenti per osservarli senza sconvolgere la loro vita. Tali meccanismi verranno visti in seguito quando tratteremo dell’accoppiamento vero e proprio, per ora mi preme chiarire che riprodurre due criceti richiede un’attenta supervisione da parte dell’allevatore. Tuttavia deve essere ben chiaro che in nessun caso il criceto deve sentirsi oppresso o provvederà ad uccidere tutti i suoi cuccioli; stessa cosa per chi non resiste alla tentazione ed accarezza un cucciolo che si è allontanato dalla mamma (è sufficiente che la mamma percepisca il vostro odore sul cucciolo);

Si tratterà di momenti molto particolari, in cui non si deve pulire neanche la gabbia per i primi 10 gg dal parto per non turbare la mamma ed in cui si verificheranno nella mamma tutta una serie di trasformazioni ormonali, tali da portarla ad essere aggressiva anche nei nostri confronti.

Ma andiamo per ordine:

Prima regola importante: Il ciclo riproduttivo dei criceti è straordinariamente breve!!!

Questa regola è perfettamente concepibile se pensiamo che il criceto è un’animale predato che vive in ambienti spesso difficili; in natura riprodursi velocemente ed in maniera numerosa costituisce una validissima strategia per garantire la sopravvivenza della specie.

Per noi proprietari, nonché papà dei nostri amati cricetini, questa affermazione ha tutta una serie di importanti conseguenze, che spesso vengono ignorate da chi compra un criceto senza informarsi:

1) I criceti raggiungono la maturita’ sessuale già dal primo mese di vita (anche se in realtà questo periodo varia da specie a specie come vedremo). E’ ovviamente sconsigliato farli riprodurre così giovani (si dovrebbe aspettare almeno il 4 mese di vita per evitare danni alla mamma, cucciolate numerosissime, o episodi di cannibalismo) ma molte persone ignorando questo fatto si trovano spesso con gravidanze indesiderate. Spesso, tutto ciò avviene senza volerlo, quando si acquista una sola femmina e poi, una volta portata a casa, si scopre che era gravida.

2) I criceti si riproducono velocemente e la loro gestazione è straordinariamente breve. Essa ha una durata media di 18 giorni, anche se differisce da specie a specie e se esistono molte eccezioni che affronteremo (in alcuni casi la madre può bloccare la gravidanza, in altri può ritardarla volontariamente, ma sono meccanismi che esamineremo in dettaglio più avanti)

Per ora prendiamo per buone le seguenti informazioni di massima:

Campbell (mediamente 4 – 8 cuccioli con una gestazione di 18 -21 giorni)

Winter White (mediamente 4 – 10 cuccioli con una gestazione di 18 -25 giorni)

Robo (mediamente 6 cuccioli con una gestazione di 20 -22 giorni) Cinese (mediamente 4 – 5 cuccioli con una gestazione di 20,5 giorni)

3) Oltre a riprodursi spesso, in ogni parto di producono più cuccioli. Anche qui il numero varia da specie a specie ma generalmente vanno da 4 ad 8, Qui faccio una premessa, tutti i valori che do sono quasi sempre indicativi; nel senso che sono delle medie molto ragionevoli ( e quindi prendetele con le molle); tuttavia esistono sempre delle eccezioni, che non sono neanche tanto rare. Ad es. nei w.w. la media è da 6 a 8 cuccioli, ma molto spesso ne escono 4 ed esistono casi di winter white che hanno dato alla luce ben 15 piccoli!

Questa prima regola ci fa subito riflettere sul fatto che occorre organizzare bene la riproduzione, programmando l’evento, facendo molta attenzione ad evitare gravidanze indesiderate (vedremo in seguito il fenomeno delle riproduzioni accelerate) ed organizzandoci in modo da programmare come gestire i futuri nati ed eventualmente a chi darli in affidamento.

Più in particolare, per capire ben il ciclo riproduttivo di un criceto, occorre familiarizzare con il concetto di ESTRO.

Per estro si intende quel periodo di tempo durante il quale la femmina è in calore e può essere fecondata. In questo periodo essa permette al machio di avvicinarsi e tecnicamente ci si riferisce al periodo immediatamente precedente e successivo all’ovulazione.

L’estro nel rapidissimo ciclo riproduttivo di un criceto avviene ogni 4 giorni e dura appena 12 ore. Ne conseguono delle importanti osservazioni per noi; occorre riuscire ad individuare questo periodo e tentare di far accoppiare i crici, sapendo che se si sbaglia, non solo i crici si aggrediranno con conseguenze a volte anche pesanti, ma occorrerà aspettare altri 4 giorni, sino al prox estro, per poter fare un nuovo tentativo.

Se l’accoppiamento avviene durante l’estro, allora la femmina diviene gravida.

Ovviamente stò banalizzando, nell’estro avvengono tutta una serie di importantissimi cambiamenti ormonali; sostanza estremente potenti inziano ad andare in circolo nel corpicino della futura madre. Tanto per farvi un esmpeio viene prodotto uno specifico agente chimico chiamato (AGRP):

cito da internet:

Studi morfologici e farmacologici hanno dimostrato che l’AGRP regola l’assunzione del cibo agendo come un antagonista endogeno dell’a-MSH, un potente fattore che induce sazietà, legandosi ai recettori per le melanocortine di tipo 3 e 4

Nella pratica la mamma aumenta la raccolta e lo stoccaggio del cibo, raccogliendone fino a 10 volte piu’ del necessario e nascondendolo in vari punti della gabbia (ne mangia solo una minima parte). La ragione per cui lo fa è ovvia, trattandosi di un fenomeno che si verifica soprattutto durante la gravidanza e l’allattamento.

Seconda regola importante: Bisogna scegliere con attenzione i criceti da riprodurre!!!

A parte verificare che si abbia a disposizione un maschio ed una femmina, la scelta dei criceti da riprodurre non è un’atto banale, in quanto criceti troppo giovani o troppo vecchi possono portare numerosi problemi; inoltre criceti che hanno avuto malattie genetiche rischiano di trasmettere tali malattie ai piccoli, con tutta una serie di pericoli per noi e soprattutto per le povere creaturine.

Eccovi tutti i consigli che vi servono:

Dal ragionamento appena fatto ne consegue che se anche vogliamo far riprodurre il nostro criceto perché lo amiamo, se ha, o ha avuto delle malattie trasmissibili ereditariamente, dobbiamo desistere dai nostri propositi, poiché il nostro desiderio egoistico (seppur perfettamente concepibile) causerebbe gravi sofferenze.

Tenete presente quando scegliete il riproduttore che l’aggressività è un tratto che viene trasmesso per via ereditaria; quindi cercate di scegliere criceti docili oltre che in salute.

La femmina è ricettiva già dal primo mese di vita, ma per farla accoppiare deve aver compiuto almeno 13 settimane o rischierete cucciolate numerose e problemi per la madre. Analogamente la femmina verso il dodicesimo mese diviene sterile, per cui è consigliabile non farla accoppiare dopo l’ottavo mese. Con i crici tuttavia non esistono regole fisse; ad es un allevatore ha messo un maschio con la femmina che aveva compiuto un anno sapendo che a quell’età non vi era più pericolo che la femmina rimanesse gravida. Questa femmina ha fatto una splendida cucciolata all’età di 15 mesi.

Per la scelta del futuro padre, non ci sono requisiti particolari, a differenza delle femmine i maschi rimangono fertili a lungo; ma se lo prendete troppo giovane potrebbe non essere interessato alla femmina (capita infatti che quando si cerca di riprodurli e li si mette insieme, il maschio gli giri intorno senza manifestare alcun interesse per la femmina) e se lo prendete troppo vecchio potrebbe essere diventato sterile.

Ovviamente sconsiglio vivamente di far incrociare due razze diverse; perché geneticamente i 4 nani sono razze completamente differenti; con regole sociali diverse (oltre che strutture genetiche diverse, si va dai 22 cromosomi del cinese, ai 28 del campbell e winter white, ai 32 dei robo) ed in cattività non si accoppierebbero mai tra loro.

L’unica eccezione a questo i discorso sono i campbell con i w.w.; che in alcuni casi possono essere fatti accoppiare tra loro, tuttavia anche se si discute se i loro figli possano essere sterili o meno, quasi tutti i siti e i libri che ho consultato, sconsigliano tale pratica.

Per cui cercatevi un riproduttore della razza del vostro criceto.

Si devono riprodurre solo criceti perfettamente sani; soprattutto la madre deve essere in ottima salute visto che il parto e l’allattamento la sfiancheranno non poco. In particolare non deve essere grassa o potrebbe avere problemi durante il parto.

Quindi scartate criceti che sono debilitati da una malattia o che hanno gravi difetti genetici.

Da notare che in casi particolari, ad es se emerge un colore particolare, gli allevatori possono accoppiare criceti della stessa famiglia; tuttavia rimane sconsigliato perché continui accoppiamenti tra consanguinei creano maschi sterili e crici sempre più piccoli e fragili…

Qui è necessario fare un’approfondimento: nel testo hasterlopaedia ed in quello ‘i criceti’ di Avanzi ho letto che vi sono almeno tre combinazioni genetiche che occorre assolutamente evitare quando facciamo accoppiare due criceti oppure avremo cuccioli deformi.

Da notare che i testi citati si rivolge a tutte le specie di criceti e quindi anche a chi tenta di riprodurre due criceti dorati.

E’ bene che vi ricordiate le 3 caratteristiche:

Criceti con pelo definito SATIN:

Sono criceti che hanno un pelo raso e dal colore brillante, lucente. (potete cercare su internet per farvi un’idea). La cosa da spere è che se si riproducono 2 criceti SATIN i piccoli hanno il pelo così fino da sembrare nudi e ciò gli creerà non pochi problemi ( a meno non siate così cretini da farlo apposta per testare su di loro cosmetici e roba varia). Da notare che se avete un criceto così potete riprodurlo con uno normale e non accadrà niente, se non il fatto che il piccolo sarà portatore sano di quel gene (e quindi se verrà a sua volta incrociato con un altro SATIN si avranno i problemi sopra descritti).

Prendo spunto per farvi notare che prendere un criceto da un’allevatore serio, che li ama e ne conosce la storia, ci permette di evitare criceti che siano portatori sani o i cui parenti abbiano avuto malattie trasmissibili per eredità. Ma qui si entra in un campo delicato, perché una persona può adottare semplicemente come gesto d’amore e non necessariamente deve informarsi sui discendenti… Tuttavia mi preme far notare che un buon allevatore è colui che seleziona criceti sani e docili, evitando di far andare in giro crici che dopo pochi mesi ci muiono perché troppo deboli o con malattie ereditarie.

Criceti bianchi anoftalmici e criceti bianchi occhi neri:

Questi poverini generalmente vivono assai poco (trai 6 mesi e l’anno di vita) e sarebbe assai stupido tentare di riprodurli. Personalmente li trovo molto belli perché sono completamente bianchi; tuttavia sono ciechi; anche se riescono bene a fare a meno del senso della vista, dato che in natura i criceti non si basano tantissimo su questo senso. Tuttavia avrete notato che gli occhi sono ‘scoppati’ (come si dice dalle mie parti) e sono in una posizione del cranio in cui possono vedere più facilmente in tutte le direzioni, proprio per evitare attacchi dei predatori. Capirete che in natura questo non è un tratto genetico da riprodurre e tali criceti spesso fanno una brutta fine. Stesso discorso di sopra; se incrociati con criceti ‘normali ‘ i piccoli non sono ciechi ma possono essere portatori del carattere. Anche qui si vede che un lavoro di selezione serio, e non fatto per fini commerciali, è importante per ottenere criceti sani e socievoli.

Criceti con ‘coda incurvata’ (detta a fulmine).

In generale non si dovrebbero riprodurre criceti con difetti fisici.

Si tratta di una nutazione o scheletrica dell’ undicesimo cromosoma che affligge la coda e le vertebre spinali e che pertanto porta a sviluppare problemi congeniti alla colonna vertebrale. Code attorcigliate si trovano spesso in criceti dorati grigio scuro, lilla, e perlati.

Per spiegarmi meglio aggiungo un link a chi è curioso di vedere la mutazione:

Visita il mio sito

Ovviamente le patologie possono essere tante, e quelle viste sono solo le più frequenti; come regola generale ripeto ancora una volta che non si deve mai riprodurre un criceto che abbia un difetto genetico; e non perché si persegue un’ideale di bellezza ma perché si potrebbe creare dolore per i poveri animaletti che nascono e per quelle persone sfortunate che ne adottano uno.

Terza regola importante: Osservare ma non interferire !!!

Il momento della riproduzione, è un momento particolarmente delicato in cui occorre intervenire spesso per evitare il peggio. Va detto che la mamma è sottoposta ad un carico di stress notevole, e che tutta una serie di modificazioni ormonali avvengono al suo interno, per cui non solo potrà essere aggressiva nei vostri confronti ma potrebbe essere tentata di uccidere e mangiare i suoi cuccioli se percepisse un forte stress.

Apro una parentesi su questo comportamento per far notare che esso avviene o per il forte stress o perché la mamma percepisce che il cucciolo è malato o perché sono semplicemente troppi per allattarli. In questo caso per non perdere eccessivamente energie la mamma uccide quelli che non ce la farebbero e se ne ciba per 2 motivi: uno si nutre per il pesante compito che l’aspetta e due in natura se lasciasse marcire un corpicino, i predatori sarebbero attratti dalla puzza e divorerebbero il nido.

Nonostante questo, può accadere che la mamma non divori un piccolo morto ma lo allontani semplicemente dal nido. In questo caso occorre rimuoverlo prima che si decomponga ma agendo con la discrezione più totale; possibilmente in un momento in cui lei è distratta per qualcosa (una valida strategia potrebbe essere aggiungere del cibo) senza farsi notare.

Qui iniziamo a vedere tutta una serie di accorgimenti che devono essere adottati per non sconvolgere la madre e per osservarla al meglio.

Ve ne do 10 ma voi potete seguire quelli che volete, in quanto se alcuni sono fondamentali altri sono opzionali:

1) se è possibile capire quando stanno per nascere i cuccioli, occorre pulire subito la gabbia perché dopo il parto la mamma non deve più essere disturbata per almeno 10/14 giorni. Quindi poco prima, pulirla ogni due o tre giorni di modo da non farsi trovare impreparati.

2) Per nessun motivo si deve cedere alla tentazione di andare a sbirciare i piccoli; le conseguenze potrebbero essere assai gravi. Per cui se si hanno bambini piccoli spiegargli bene che non devono farlo e magari collocare la gabbia in un posto dove in vostra assenza non possano sbirciarla.

3) Normalmente indossare guanti per maneggiare i crici non è consigliabile perché i guanti impediscono ai crici di sentire il nostro odore e perché generalmente li rendono assai aggressivi. Tuttavia, ma questo vale soprattutto per i dorati i cui denti possono far male, quando si tenta di accoppiare dei criceti è meglio essere pronti al peggio e quindi indossare dei guanti nel caso iniziassero a litigare furiosamente tra loro, e munirsi di un barattolo o una scatola (privi di spigole o forme che possano ferirli) per intrappolare subito uno dei due crici ed allontanarlo dalla gabbia.

4) Se toccate i piccoli quando la mamma non vi vede, essa se ne accorgerà perché sentirà il vostro odore su di loro e potrebbe ucciderli. Per cui se un cucciolo si allontana dal nido non dovete prenderlo, a meno la mamma non tardi tanto ad andare a prenderlo. In quel caso dovrete essere estremamente cauti, approfittare di un momento di distrazione (dategli del cibo ad es) e penderlo (attenzione massima delicatezza sono indifesi) con un qualcosa che non faccia trasferire su di lui il vostro odore (cucchiaio, fazzoletto carta, straccetto etc).

5) Evitare anche fonti di rumore; quindi non posizionare la gabbia vicino ad una finestra rumorosa, ad un televisore o dove vi siano animali domestici. La presenza di furetti, cani e gatti potrebbe rovinare tutto, per cui curate bene l’ambiente in cui far riprodurre i crici.

6) E’ sempre la femmina che va introdotta dal maschio; al limite si pertanto entrambi in ambiente neutro, ma è preferibile la prima soluzione perché i nani hanno una ghiandola ventrale che rilascia odori e marca il territorio (anche se noi spesso non percepiamo i loro odori). I cinesi poi hanno anche 2 ghiandole ai fianchi, come i criceti dorati, e sono particolarmente difficili da riprodurre perché la loro territorialità è esasperata. Liti furiose sono all’ordine del giorno con questa specie.

Fate attenzione a lasciare sempre delle vie di fuga per il maschio; quindi gabbia spaziosa con nidi e posti dove possa rintanarsi. Se tentate di far riprodurre un maschio ed una femmina in una microgabbia e sbagliate a cogliere l’estro, è come se li aveste posti in un ring… e le conseguenze vi assicuro non sarebbero piacevoli.

Prendetela con le molle ma una gabbia dovrebbe essere minimo 60x45 con 30 cm di altezza

7) Il primo parto è il più delicato, quello in cui la femmina statisticamente ha maggiori possibilità di aggredire i cuccioli. Per evitare ciò dobbiamo evitare alla femmina ogni possibile fonte di stress; quindi gabbia bella spaziosa, abbondante acqua (per esperienza alcuni beverini si inceppano, controllateli spesso l’acqua è fondamentale) e cibo. Spargetelo anche per la casetta di modo che i crici lo trovino facilmente.

Lasciate materiale per il nido accompagnato da una casetta dove la madre deve potersi rintanare e sentirsi protetta. Nel caso si scelga un angolo della gabbia e disdegni la casetta non preoccupatevi, l’importante è che abbia tanta cartaigienica senza inchiostro e fieno per potersi costruire un nido.

8) Tenete presente, soprattutto per i robo, che i piccoli saranno veramente micro. Per cui la gabbia migliore è in plexiglas, altrimenti controllate bene le sbarre ed assicuratevi che i piccolini non possano evadere (mettendo del cartone o del polionda ad una certa altezza dalle sbarre in modo che nn riescano ad uscire). Se la gabbia è comprata appositamente per il parto dovete metterci la madre molto prima di modo che possa familiarizzare con la nuova gabbia.

9) Per osservare i crici gli allevatori montano una lampadina colorata di colore blu o rosso come quelle usate negli zoo. Tali lampadine fanno una luce flebile che vi permette di osservare i criceti ma nello stesso tempo, a differenza della luce normale, non li disturba neppure quando dormono.

10) Per mettere insieme dei crici nella stessa gabbia esistono delle tecniche che minimizzano i rischi (a parte quello detto nel punto 6 aggiungo) si può introdurre una lastra di polionda che li separi di modo che possano vedersi ed odorarsi ma non azzuffarsi. L’ideale è anche prendere la lettiera di entrambi e mescolarla e poi rimetterla nelle rispettive gabbie di modo che i due crici imparino a sentire i loro odori.

Quarta regola importante: il motto dei boyscout ESTOTE PARATI !!!

Questo motto significa siate sempre pronti ad affrontare ogni evenienza.

E’ molto importante se non siete esperti di criceti e non avete ancora un veterinario che ne scegliate uno preparato sui criceti. Purtroppo è brutto dirlo ma non tutti i veterinari hanno conseguito studi specifici e spesso medicine che vanno bene per cani e gatti possono uccidere i nostri piccoli amici.

Per cui è sempre bene rimediare il numero di telefono di un veterinario specializzato in criceti (magari attraverso amici del sito che abitano nella vostra zona e si servono dei suoi consulti).

Se tutto va come deve andare il numero non sarà utilizzato, ma in caso di imprevisti sarete preparati.

Ed ora arriviamo sempre a delle regole generali ma occorre addentrarci nei dettagli dell’accoppiamento; per lo meno per le linee generali perché la seconda parte di questa trattazione, riguarderà in dettaglio le tecniche e le particolarità riproduttive delle varie specie.

Il fine di questa breve trattazione sarà conoscere come avviene l’accoppiamento tra crici in modo da sapere cosa si dovrebbe osservare ed eventualmente che tipo di complicazioni possono intervenire…

Vi avverto che d’ora in avanti non riporterò le 10 precauzioni prima viste, per non essere ripetitivo.

In natura i criceti sono riproduttori stagionali, nel senso che si riproducono solo in certe stagioni dell’anno. In queste stagioni si hanno particolari condizioni di luce e temperatura ed il loro organismo si prepara a produrre gli ormoni sessuali indispensabili per la riproduzione. Ovviamente in cattività, sotto condizioni artificiali di luce e temperatura che regoliamo con i termosifoni e la luce artificiale, essi possono riprodursi tutto l’anno. Ciò non toglie che un buon allevatore scegliera il periodo ‘naturale’ per sfruttare quei cambiamenti che avvengono spontaneamente nel criceto. Tale periodo è sostanzialmente lo stesso per tutti i nani (aprile – settembre) ad eccezione dei cinesi, che sono i più difficili da riprodurre in cattività (vedremo che dovremo rispettare numerosi accorgimenti) e che si riproducono da febbraio ad ottobre.

Tuttavia se non si volesse scegliere quel periodo è assolutamente necessario simularlo con la luce artificiale per ingannare il criceto e fargli pensare che è arrivata la stagione degli accoppiamenti o i cambiamenti ormonali non avverranno. Per cui dovete creare un periodo di dodici ore di luce e dodici ore di buio ricordandovi che li esponete alla luce anche per poco potreste far saltare l’estro alla femmina. La temperatura migliore è tra i 22 e i 23,5 gradi, e l’umidità dovrebbe essere intorno al 50%.

In particolar modo, durante le stagioni di non riproduzione è assolutamente necessario tenere le femmine separate dai maschi per evitare numerosi inconvenienti fisici.

Ricorda che durante il periodo dell’accoppiamento anche crici dolcissimi possono divenire molto aggressivi quindi sii pronto a separarli. Il periodo migliore è la sera, in condizioni di buio o scarsa luce. Può ricreare ciò spengendo la luce, attendendo un’ora e poi tentando (sempre con tutti gli accorgimenti visti) di introdurre la femmina dal maschio. Fondamentale è capire quando c’è l’estro, se poi il tentativo di accoppiamento dovesse fallire (poniamo ad es che il maschio la monti ma non faccia in pieno il suo dovere) voi comunque sapreste quando ritentare (dopo 4 giorni esatti).

Prima di esaminare una delle migliori tecniche di accoppiamento, familiarizziamo con altri concetti riguardanti la riproduzione.

Che cosa avviene all’interno del corpo della futura madre quando il papà ha fatto il suo dovere?

Essenzialmente avremo delle cellule uovo fecondate che inizieranno a crescere pian piano; spostandosi gradualmente dall’ovidotto all’interno dell’utero; tutto ciò avverrà in circa 4 giorni e serve a preparare quello che è conosciuto come ‘impianto’, in cui gli embrioni si fissano alla parete dell’utero materno e diventano feti. Come per noi umani, il feto riceve nutrimento dalla mamma, usando il cordone ombelicale. Il cordone ombelicale è fondamentale perché unisce il piccolo con la mamma attraverso la placenta, e perchè al momento del parto farà anche da nutrimento per la mamma dandogli preziose energie per il gravoso compito dell’allattamento (vi ricordo che è possibile rinvenire tracce di sangue e non ci si deve spaventare).

Dopodichè avverrà la gestazione il cui periodo varia da specie a specie ma mediamente si parla di 18 giorni.

Per chi di voi fosse curioso di approfondire vi dico che questo è il processo classico ma esistono come sempre delle eccezioni.

Comunque tenete presente che la mamma può essere di nuovo ingravidata il giorno stesso che ha partorito; il che significa che se gestiamo male la cosa, il primo giorno la mamma viene fecondata, dopo poniamo 18 giorni partorisce, e riviene fecondata, e dopo altri 18 ripartorisce. In 36 potremmo avere 2 cucciolate, con pericoli per la mamma che verrà ultra-stressata dal dover allattare e contemporaneamente preparasi ad accumulare energie per il nuovo parto.

Per cercare di limitare i danni, nel caso in cui i piccoli non siano completamente in salute o la madre ne ravveda necessità, esiste un meccanismo naturale che permette di ritardare e tenere in una sorta di limbo la seconda gravidanza, di modo da far guadagnare alla futura madre preziosi giorni per dedicarsi alla prima cucciolata.

Esistono in sintesi due modi diversi:

1) il primo si basa su una sorta di ritardo dell’impianto; per cui l’embrione invece di attaccarsi alla parete dell’utero dopo 8 giorni (come abbiamo visto precedentemente) ritarda di qualche giorno l’impianto.

2) Il secondo è invece una pausa dopo l’impianto embrionale, per cui l’embrione si impianta regolarmente nella parete dell’utero ma differisce la sua trasformazione in feto dai 3 ai 7 giorni; questo è un meccanismo meraviglioso che è stato documentato solo su alcune specie di pipistrelli prima di essere osservato nei campbell e nei winter white.

Le tecniche di accoppiamento sono varie e cambiano a seconda della varie specie di criceto.

I w.w. possono essere lasciati soli per qualche ora, con i campbell è meglio procedere con cautela ed introdurre la femmina, con i cinesi si consigliano tecniche speciali.

Ora che abbiamo visto un po’ i meccanismi dell’accoppiamento, in generale, vedremo una tecnica che va bene per quasi tutti i criceti (per quanto con i cinesi occorre prestare particolare attenzione) e che ci fara’ capire tante cose dell’accoppiamento.

Si basa sull’individuazione dell’estro e l’unire la coppia di criceti per il tempo necessario a far si che si fecondino.

Introdotta la femmina occorre capire se essa è in estro. Il comportamento tipico di una femmina in estro è quello di permettere al maschio di odorarla nel capo, ma anche nei punti genitali e di fare lo stesso nei confronti del maschio. La cosa non è difficile come sembra perché la femmina o ha l’estro oppure non ce l’ha. E per capirlo bastano 15/20 minuti. Se in quel periodo non da segnali di accoppiamento la si rimuove e si prova la sera successiva. Ovviamente se iniziano a scannarsi non si aspettano i 15/20 minuti ma li si separa immediatamente.

Quando la femmina è pronta per accoppiarsi assume una posizione che nel libro dwarf hamsters è definita lordosi. In pratica per pochi minuti la femmina assume una posizione adatta all’accoppiamento (gambe allargate, schiena piatta e coda sollevata) ed emette particolari ultrasuoni per comunicare la sua disponibilita’ al maschio.

Qui se avete scelto un maschio troppo giovane o inesperto, possono iniziare i primi problemi.

In quanto potrebbe girargli intorno cercando di montarla in maniera comica, tipo dalla testa o su una solo zampa. In particolare se la coda della femmina non è ben sollevata o se il sedere è troppo alto possono esserci dei problemi tecnici. Se poi il maschio non è abbastanza maturo, potrebbe semplicemente ignorare la femmina. Qui non so proprio che consigliarvi…se non di aspettare.

A volte il maschio monta la femmina poi scende poi la rimonta, e cosi’ via, procedendo per tentativi e durando anche un’ora. Quindi se litigano si separano subito, altrimenti se il maschio è giovane gli si concede un po’ più di tempo per ingranare.

Altro problema alcuni maschi possono mordere la schiena della femmina durante l’accoppiamento per essere più ancorati e non cadere; in alcuni casi diciamo che mettono un po’ troppo foga. Se lo monta dalla testa, o la morde troppo di norma è sufficiente toccare il maschio con un leggero colpetto (leggero significa che non dovete fargli male) perché smetta.

La domanda da porsi è quanto devono stare insieme il maschio e la femmina ?

Tenete presente che anche se avviene la monta, non è detto che il maschio centri il bersaglio (per dirla in termini militari).

Molti testi consigliano di tenere insieme i 2 crici ma, la convivenza pacifica dipende molto dalla razza; ad es. i campbell per almeno 2 giorni, i cinesi 2 ore (qualcuno dice 6). La cosa che dovete tenere presente è che i crici non iniziano scannarsi sempre subito ma a volte lo fanno all’improvviso, quindi se sentite squittii siate pronti a soccorrerli.

Altra domanda: come faccio a sapere se l’accoppiamento è avvenuto ?

Dopo l’atto copulatorio si può vedere (ma non è detto che lo si debba vedere per forza) il liquido copulatorio (liquido biancastro) intorno all’area genitale della femmina (in quel caso è buon segno).

In particolare la femmina può produrre un fluido denso che fuoriesce dall’area genitale 5 giorni dopo la fecondazione.

Ma il metodo migliore rimane quello più rischioso verso il maschio, lo si ri-introduce nel prossimo estro della femmina; è ovvio che ci sono 2 possibilità: 1) la femmina lo accoglie e quindi l’accoppiamento non era andato a buon fine 2) la femmina lo aggredisce (è incinta complimenti ma sbrigatevi a separarli altrimenti la femmina lo fa a fettine e se lo cucina col barbecue)

Qualcuno consiglia, ad accoppiamento avvenuto di somministrare alla femmina un po’ di latte somministrandolo in forma di pane bagnato nonché extra razioni di semi al fine di far produrre molto latte alla futura mamma…

Comunque fate attenzione a mettere piattini o vaschette con latte od acqua dopo il parto, perché in un lampo un piccolo può caderci dentro ed affogare…

E qui arriviamo al momento clou:

LA NASCITA:

Cosa avverrà in questo momento ? Bhe aspettatevi un po’ di casino dentro quel nido…

Ho trovato che al momento del parto la mamma si pulisce con l lingua nell’area genitale e come per tutti i mammiferi iniziano ad uscire delle testoline (o dei culetti dipende dalla posizione).

Passeranno un po’ di minuti, dove la mamma pulirà anche i piccoli, mangerà la placenta e taglierà con i dentini i cordoni ombelicali (nel caso sgamiate che li stocca da qualche parte, con la massima precauzione quando è distratta toglieteli prima che vadano a male e contaminino tutto il resto del cibo), tuttavia lasciategli il tempo di mangiarla, in natura eviterebbe alla mamma di lasciare i piccoli soli per andare alla ricerca di cibo.

Anche se qui il discorso si diversifica:

ad es i campbell non resistono tanto alle variazioni climatiche, quindi in questa specie è avvenuto un’adattamento: il papà interviene nella cura della prole. Esso li riscalda se la mamma deve allontanarsi per divenire calda, li riprende quando scappano dal nido e spesso va a procurare cibo.

Negativamente va detto che il padre emette dei ferormoni che sono percepiti dalla futura madre. Se lo togliete prima che siano trascorsi 2 giorni la madre non percependoli più, può pensare che il padre e morto, e di conseguenza blocca l’impianto dell’embrione nell’utero. (e addio gravidanza).

Nei w.w. invece, si resiste molto meglio al caldo e freddo (sempre nei dovuti limiti, ricordate che i criceti no litigano), per cui il ruolo del papà non è essenziale.

Qui potremmo avere le prime delusioni, in particolar modo se è il primo parto. Potremmo rinvenire dei cuccioli nati morti, oppure la mamma se stressata o se ne individua dei piccoli troppo deboli oltre alla placenta potrebbe mangiare anche qualcosaltro.

Infine alcuni cuccioli possono essere troppo deboli e non riuscire a sopravvivere; diciamo che se passano la prima settimana le loro chance di sopravvivenza diventano molto alte.

Voi in nessun caso dovete toccare o sbirciare i piccoli, e lasciate stare la mamma.

Se siamo fortunati i piccoli inizieranno a succhiare il latte materno e la mamma li coprirà col suo corpo perché a questa età hanno bisogno del calore materno per sopravvivere, in quanto non riescono ne’ a produrlo ne’ a regolarlo. Ovviamente la mamma ogni tanto diverrà fredda, e dovra’ lasciare il nido per recuperare il calore corporeo perso per scaldare i cuccioli. In quel caso mimetizzerà i piccoli con il materiale del nido, cercando di tenerli anche al caldo. In alcuni rari casi il materiale era eccessivo e i piccoli quasi venivano soffocati; valutate voi se è il caso di intervenire a controllare o meno (ma ricordate che se si stressa la mamma sono cacchi).

Qualcuno per ovviare al freddo dei piccoli introduce una bottiglia d’acqua calda avvolta in una panno o usa lampade tipo quelle per i terrari; ma spesso non serve e poi dovete essere bravi a creare la temperatura giusta (generalmente si usa una lampadina di basso voltaggio tipo 15 watt).

La madre respirerà in maniera agitata e sarà un po’ frenetica (ricordate anche l’AGRP) i piccoli avranno gli occhi chiusi ma saranno già frenetici, probabilmente sentire piccoli squitttii.

Interessante è che sembra esserci un forte rapporto tra quanto il nido è ben fatto e quanti cuccioli sopravviveranno…

Qui sempre con discrezione dovete fornire molti alimenti proteici alla mamma, che sarà sottoposta ad un compito gravoso come quello di allattare. Ma non stravolgete la dieta, mi raccomando, dove integrare altrimenti le arrechereste uno shock da cambio dieta.

I liquidi poi sono fondamentali, quindi acqua e cibo in abbondanza; se possibile anche cibi sparsi per la gabbia. Ricordate i consigli per la pulizia della gabbia dopo 10/12 giorni e mettete ogni tanto pezzeti freschi di mela di modo che possano bere e rinfrescarsi.

Controllate infine che i beverini non siano inceppati.

Se vi capitano parti multipli perché avete una colonia, vedrete che ogni madre prenderà i propri figli e li porterà al suo nido. Se ne muore una, in alcuni casi altre mamme possono adottarli.

In particolare i crici non sanno contare, quindi potete aggiungerne un po’ al nido di un’altra, avendo cura prima di scaldarli un po’ e poi di metterne pochi, una mamma con 8 cuccioli non può averne altri 8, per cui vi potreste trovare nella bruttissima situazione di scegliere i più forti e sani e lasciar morire i più piccoli e malati…

Ovviamente non è detto che l’adozione vada necessariamente a buon fine; in genere i problemi si hanno subito, per cui se trascorrono 15 ore e non succede niente, potete rilassarvi il piccolo è stato accettato.

Nel caso di colonie si possono avere parti multipli ed aggressioni, controllate che i crici non litighino mai e al primo segno separateli.

Come faccio a vedere il sesso dei piccoli ?

Inizialmente per le prime 2 settimane è assolutamente vietato toccare o disturbare i piccoli! Tuttavia già dopo la prima settimana, se li sbirciate da lontano mentre si girano spontaneamente nel nido, potreste notare che sono visibili le tettine delle femminucce.

Discorso diverso dopo circa 3 settimane, quando i cuccioli stanno per essere svezzati; lì, pur con mille precauzione si possono prenderli in mano per controllare il sesso. Puoi usare le regole citate per scegliere il sesso dei futuri genitori; basati anche su tettine e forma del sederino (più sfinato nelle femmine).

Quando devo svezzarli ?

Abbiamemo visto che all’inizio i cuccioli dipendono in tutto e per tutto dalla mamma; gradualmente inizieranno ad emanciparsi sino a non dipendere più dal latte che gli fornisce la mamma e ad alimentarsi con cibi solidi. Questo processo inizierò gia dopo una settimana e mezzo anche se in quel periodo si troveranno in una via di mezzo (latte materno più qualche sgranocchiamento di cibo solido).

Già intorno al decimo giorno puoi mischiare germe di grano (ricchissime di vitamina ‘e’ che a volte nei topi manca) e piccolissimi frammenti di cibo per criceti nani… parliamo di una quantità modesta come un cucchiaino sparso intorno ai piccoli, perché se lo metti nella mangiatoia se lo spazzola tutto la mamma.

Qualcuno parla di panna intera o latte per gattini già dopo la prima settimana usando un panno sottile da imbevere come se fosse una tettina della mamma; all’inizio ne prenderanno solo un sorsetto ma noterete che cresceranno piu’ velocemente. Dopo il latte è bene dargli un sorso di acqua bollita (a temperatura tiepida ovviamente). Da 7 a 14 giorni si può somministrare loro del cibo anche 2 otre volte al giorno.

Verso 10/14 giorni inizieranno ad essere evidenti i colori dei vari topini e questi inizieranno ad aprire gli occhi.

Dopo i 14 giorni (comunque sempre dopo i 10) la mamma allenta un po’ la morsa verso i suoi piccoli ed è permesso, con moltissima cautela, di pulire la gabbia un po’ più in profondità.

Essi continueranno a dipendere dalla mamma sino a 21 giorni dopo il parto (qualcuno lo fa anche a 18 ma è meglio aspettare un paio di giorni in più);

Quando li manipoli assicurati che la mamma sia distratta.

a 28 giorni potete separarli, mettendo i maschietti con i maschietti (e le femminucce con le femminucce).

Quando li separi dalla mamma per loro è un trauma, quindi dividerli per sesso serve ad attutire il loro dispiacere. L’unico problema è che in poco tempo diverranno territoriali (stranamente molto più le femmine dei maschi) e quindi devi sorvegliarli, se qualcuno/a manifesta segni di territorialità va separato e messo in una gabbia a parte.

Un possibile inconveniente è che a volte anche gli allevatori più esperti non riescono a comprendere perfettamente il sesso (sebbene ciò avvenga in rari casi); in quel caso trattano il piccolo come un maschio. Se si sbagliano avranno presto una femminuccia gravida, ma se lo trattassero come una femmina, e si sbagliassero, potrebbero avere tutte le femminucce gravide!!!

Molto importante è non mettere i cuccioli con altri criceti adulti che hai, anche se ti sembrano molto docili, perché un adulto potrebbe attaccarli ed ucciderli.

A questo punto non c’è più molto da dire; massima delicatezza nel maneggiarli, tanto cibo ed acqua a disposizione…

e buona fortuna…

Condividi questo messaggio


Collega al messaggio
Condividi su altri siti

non ci vedo più, ho letto tutto! :wacko:

comunque veramente utile complimenti! :clap:

fra poco dovrebbero figliare i miei due robo, speriamo che vada tutto bene!!! :-K

Condividi questo messaggio


Collega al messaggio
Condividi su altri siti
non ci vedo più, ho letto tutto! :wacko:

comunque veramente utile complimenti! :clap:

fra poco dovrebbero figliare i miei due robo, speriamo che vada tutto bene!!! :-K

cacchio hai letto tutto ?!?

sono io che ti faccio i complimenti :clap:

in bocca al lupo, per i piccini, e tienici aggiornati :wow:

Condividi questo messaggio


Collega al messaggio
Condividi su altri siti

L'ho letto tutto d'un fiato, davvero interessante.

Ma per criceti bianchi occhi neri che campano meno e sono ciechi

intendi i ww pearl? La mia Neve è cosi... :blink:

Condividi questo messaggio


Collega al messaggio
Condividi su altri siti

Letto tutto, complimenti per l'esauriente sunto :P

La mia piccola Lady a quanto pare è gravida, quindi seguirò ogni accorgimento possibile :)

Condividi questo messaggio


Collega al messaggio
Condividi su altri siti
L'ho letto tutto d'un fiato, davvero interessante.

Ma per criceti bianchi occhi neri che campano meno e sono ciechi

intendi i ww pearl? La mia Neve è cosi... :blink:

accidenti :wub:

scusami ma ho letto solo oggi la tua domanda :bottom:

rispondo subito:

No assolutamente! mi riferivo a criceti con particolari tare genetiche...

anzi i ww pearl sono bellissimi e in futuro mi piacerebbe averne uno :D

@LadyGin92: grazie x la pazienza ^_^

in bocca al lupo (figurato si intende) per la tua piccola :lol:

Condividi questo messaggio


Collega al messaggio
Condividi su altri siti

Buon giorno, rispolvero questa vecchia discussione per un paio di domandine..

1) Intanto complimenti per l' articolo veramente ben fatto.

2) Nell' articolo c' è scritto che i criceti sono dipendenti dalla madre fino al 21esimo giorno , quindi dopo li si può subito separare o è meglio aspettare fino al 28 giorno preciso?

3) Ai piccoli è consigliato dare un' po di latte scremato e dopo acqua bollita, ma come si fa a somministrarglielo, tramite una mini siringa?

(io ho una ww che sta per partorire =D )

Grazie in anticipo per le risposte xD

Condividi questo messaggio


Collega al messaggio
Condividi su altri siti

Buon giorno, rispolvero questa vecchia discussione per un paio di domandine..

1) Intanto complimenti per l' articolo veramente ben fatto.

2) Nell' articolo c' è scritto che i criceti sono dipendenti dalla madre fino al 21esimo giorno , quindi dopo li si può subito separare o è meglio aspettare fino al 28 giorno preciso?

3) Ai piccoli è consigliato dare un' po di latte scremato e dopo acqua bollita, ma come si fa a somministrarglielo, tramite una mini siringa?

(io ho una ww che sta per partorire =D )

Grazie in anticipo per le risposte xD

Sì, puoi utilizzare una siringa da insulina :) come questa: http://www.rays.it/image/cache/data/healtcare/siringhe/INSU-LIGHT-SN-1ML-600x600.jpg (ovviamente senza ago)

Per l'altra domanda lascio la parola agli esperti!

Condividi questo messaggio


Collega al messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o entra per commentare

You need to be a member in order to leave a comment

Crea un account

Registrati alla nostra comunità , è facile!


Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.


Sign In Now
Sign in to follow this  
Followers 0