Il Furetto

a cura del Dott. Sergio Silvetti

TASSONOMIA

Classificazione scientifica

  • Ordine: Carnivori
  • Famiglia: Mustelidae
  • Subfamiglia: Mustelinae
  • Genere: Mustela
  • Subgenere: Putorius
  • Specie: Mustela putorius furo
  • CHI E' IL FURETTO

    Il furetto rappresenta un eccellente animale da compagnia, sia per la piccola taglia e la facilità di gestione, sia per il carattere molto vivace e curioso e per l’affetto che lo lega alle persone.

    Dopo un’elevata diffusione negli anni passati, ultimamente si è notato un calo del numero di furetti come animale da compagnia. Il furetto domestico (Mustela putorius furo) non esiste come popolazione selvatica in Europa, sembra che discenda dalla Puzzola europea (Mustela putorius) o dalla puzzola delle steppe (Mustela eversmanni), l’altra specie correlata è il furetto dai piedi neri (Mustela nigripes) che vive negli Stati Uniti ed è seriamente minacciato di estinzione a causa della distruzione dell’habitat.

    Appartengono alla stessa Famiglia: ermellino (Mustela erminea), donnola (Mustela nivalis), visone (Mustela lutreola), lontra (Lutra lutra), tasso (Meles meles), moffetta (Mephitis mephitis).

    L’addomesticamento del furetto risale a più di 2000 anni fa, la prima citazione fu fatta da Aristotele, ma si sostiene che già il Popolo egizio lo conoscesse e lo impiegasse per controllare i granai dalle invasioni di topi. In Europa era principalmente usato per la caccia al coniglio. In tempi più recenti è stato utilizzato principalmente come animale da laboratorio per ricerche riguardanti la gastroenterologia, la cardiologia, l’oncologia, la virologia e lo studio dell’influenza virale umana (il furetto è sensibile a tutti i ceppi).

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    CARATTERISTICHE ANATOMICHE

    Il furetto ha il corpo sviluppato in lunghezza con zampe molto corte e muscolose, munite di 5 dita con unghie non retrattili, completamente ricoperto da una folta pelliccia. La dentatura è quella tipica di un carnivoro con 30 denti da latte nei cuccioli e 34 definitivi, i primi erompono a circa 20-28 giorni di età, i secondi tra i 50 ed i 74 giorni.

    Presenta un muso appuntito con evidenti baffi, la testa è piuttosto appiattita ed allungata, le orecchie sono piccole e rotondeggianti. Presentano due periodi di muta l’anno, in Primavera ed Autunno principalmente, durante i quali si assiste al cambio completo di tutto il mantello; i furetti mantenuti all’esterno, durante questi periodi perdono grandi quantità pelo che nel giro di un paio di settimane, viene rinnovato completamente.

    Il sesso è facilmente identificabile anche nei soggetti neonati, i maschi presentano il pene che sbocca attraverso il prepuzio a circa un paio di cm dall’ombelico, quando raggiungono la maturità sessuale si rendono evidenti i testicoli, presente l’osso del pene, le femmine presentano la vulva posta sotto l’apertura anale, normalmente è difficile da evidenziare perché molto piccola, si rende molto evidente durante il periodo estrale o in corso di alcune patologie. Il maschio è normalmente grande il doppio rispetto la femmina.

    I furetti possiedono poche e poco sviluppate ghiandole sudoripare, il maggior numero localizzate nello spessore dei polpastrelli, il che li rende inclini al colpo di calore, possiedono invece, numerose ghiandole sebacee che conferiscono il tipico odore muschiato. Due strutture particolari sono le ghiandole, o meglio, le sacche paranali; sono strutture localizzate nello spessore dell’apertura anale il cui secreto viene espulso durante la defecazione per marcare con il proprio odore le feci, il territorio o per paura.

    CONVIVENZA CON ALTRI ANIMALI

    I furetti possono convivere i gatti senza problemi, eventualmente correndo il rischio, almeno all’inizio, di qualche morso reciproco, la convivenza con i cani pone invece qualche precauzione in più considerando le ovvie differenze di taglia che possono esistere. Invece è da escludere la convivenza con conigli, roditori e uccelli da compagnia, che facilmente sono visti come prede.


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    GESTIONE DOMESTICA

    La gabbia del furetto deve essere a prova di fuga, robusta e facilmente lavabile. Il materiale migliore è l’acciaio; le dimensioni minime per una coppia di furetti devono essere di 1,5 m x 0,5 m x 0,5 m. Si possono utilizzare anche gabbie a sviluppo verticale, con più piani collegati da rampe o tunnel. Nella gabbia devono trovare spazio una casetta che funga da tana e una vaschetta per i bisogni. Il fondo della gabbia può essere coperto di stracci. Possono essere utilizzate anche la paglia o la segatura, ma se la gabbia è tenuta in casa non sono consigliabili, poiché finirebbero sparpagliate fuori. Se la gabbia è collocata all’aperto occorre sistemarla in un luogo ombreggiato. I furetti, infatti, se hanno una cuccia riparata sopportano bene le temperature fredde, ma sono molto sensibili alle alte temperature e possono andare incontro a colpi di calore. La temperatura ideale è di 15-21°C. La maggior parte dei furetti può essere facilmente addestrata ad utilizzare una vaschetta per i bisogni, come i gatti.

    Questo consente di lasciarli liberi per casa, purché si tenga conto della loro capacità di infilarsi in spazi incredibilmente piccoli. Prima di liberarli in una stanza, questa va attentamente controllata per eliminare ogni fessura in cui il furetto si può infilare (vista l’indole piuttosto curiosa che possiede). E’ molto importante tenere fuori dalla portata del furetto tutto ciò che gli può causare danno se ingerito (in particolare gli oggetti di gomma morbida che molto spesso causano ostruzione intestinale) e i fili elettrici. Durante i periodi di riposo può essere consigliabile chiudere i furetti nella gabbia, per evitare di schiacciarli inavvertitamente se si nascondono da qualche parte a dormire, ad esempio sotto una coperta.

    Il furetto può essere portato all’aperto, purché sotto stretto controllo per evitare fughe e attacchi da parte di cani. Per tenere il piccolo mustelide sotto controllo gli si può applicare un collare a pettorina e un guinzaglio. Il furetto non ama la solitudine, e ha bisogno di poter interagire con il proprietario, giocare, e passare regolarmente del tempo fuori dalla gabbia.

    ALIMENTAZIONE

    Il furetto è un carnivoro stretto e ha bisogno di un alimento ricco di proteine animali di alta qualità, specifico per furetti. La composizione ideale, che cambia secondo l’età, è così riassumibile: proteine 32-36%, grassi 20-30% e carboidrati 22-44% (le percentuali più basse si riferiscono ad una formulazione indicata per furetti al di sopra del 3°-4° anno di età).

    Un elemento fondamentale da esaminare è l’origine delle proteine di cui è costituito l’alimento; infatti, la maggior parte (nella composizione sulle confezioni, gli ingredienti che vengono elencati per primi), dovrebbero provenire da carni di manzo, pollo, tacchino e loro frattaglie (fegato, reni, ecc.), pesce (anche se esistono opinioni discordanti sulla digeribilità) e solo in bassa percentuale di origine vegetale. La causa è dovuta dalla predisposizione delle proteine vegetali all’insorgenza di calcoli urinari. Le crocchette sono da preferire al cibo umido, perché mantengono i denti più puliti prevenendo tartaro e gengivite.

    I furetti amano fare pasti piccoli e frequenti, le crocchette dovrebbero essere lasciate sempre a disposizione, se non ci sono problemi di obesità. Si deve evitare di somministrare dolciumi, latte (che può dare diarrea), ossa di piccole dimensioni (pericolo di perforazione del tratto gastrointestinale e di lesioni alla bocca), alimenti ricchi di carboidrati, cibo per cani, alimenti per gatti di qualità scadente. Occasionalmente si può dare qualche “extra”, come pezzetti di frutta, verdura, carne e pesce cotti, ma sempre in quantità molto limitata e sporadicamente.

    Il furetto deve avere sempre a disposizione acqua fresca e pulita. Risultano molto convenienti gli abbeveratoi a goccia, che non possono essere rovesciati o utilizzati come vasca da bagno.


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    RIPRODUZIONE E STERILIZZAZIONE

    I furetti raggiungono la pubertà la primavera successiva alla nascita, a 5-9 mesi di età. La femmina è fertile da marzo a settembre. Il calore si riconosce per l’aumento di volume della vulva, che è massimo 2-4 settimane dopo l’inizio dell’estro e regredisce pochi giorni dopo l’accoppiamento. La furetta rimane in calore finché non si accoppia, oppure fino all’autunno, quando termina il periodo riproduttivo.

    Se l’accoppiamento non è stato fertile si verifica una pseudogravidanza di 40-42 giorni. Le furette in pseudogravidanza possono assumere un comportamento materno con i proprietari, con altri furetti, o con dei giocattoli che portano nel nido e accudiscono come se fossero dei piccoli. La gravidanza dura circa 42 giorni (range 38-44). Durante le ultime due settimane di gravidanza se la furetta era abituata a vivere libera per la casa, è bene abituarla a restare confinata in una gabbia, in modo che non partorisca in qualche posto difficilmente accessibile e non porti in giro i piccoli; le si deve fornire una casetta-nido e degli stracci per imbottirla. La gabbia deve essere posta in un luogo tranquillo e caldo.

    La femmina gravida deve avere a disposizione cibo di ottima qualità in abbondanza. Il maschio o altri furetti non devono avere la possibilità di avvicinarsi ai piccoli, in quanto potrebbero ucciderli. I piccoli sono in media 8 (range 5-13); nascono immaturi, nudi (a parte una sottilissima peluria), con occhi e orecchie chiusi. L’intervallo tra un cucciolo e l’altro è molto variabile, da pochi minuti a un’ora. Raramente la madre ha problemi di parto.

    Per la prima settimana è opportuno non toccare i piccoli e non disturbare la madre. I piccoli aprono gli occhi a 3-4 settimane. A tre settimane di età possono iniziare a mangiare cibo semisolido, ad esempio cibo per furetti ammorbidito con acqua. Lo svezzamento può essere iniziato a sei settimane, età in cui si può già somministrare cibo in crocchette. La femmina torna in estro poco dopo lo svezzamento, a meno che nel frattempo non sia giunto l’autunno.

    I furetti che non si vuole fare riprodurre, sia maschi che femmine, devono essere sterilizzati. Il maschio intero è più aggressivo e soprattutto emana un odore molto intenso e sgradevole. La femmina intera se non si accoppia può andare incontro ad una grave malattia causata dal calore prolungato, che causa anemia ed emorragie (vedi più sotto, “Iperestrogenismo”). Non è vero che per ridurre l’odore emanato dai furetti è necessario togliere le ghiandole anali, ma è sufficiente la sterilizzazione, sia nel maschio che nella femmina.


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    MALATTIE E VACCINAZIONI

    Cimurro

    Il furetto è estremamente sensibile al virus del cimurro del cane, che causa una mortalità del 100%. La via di trasmissione è sia diretta che indiretta; il periodo di incubazione è solitamente di 7-10 giorni, ma può arrivare a tre settimane per alcuni ceppi virali. I primi sintomi sono rappresentati da congiuntivite, scolo nasale e oculare, anoressia. In seguito compare febbre elevata (oltre 40°C). Dopo 10-12 giorni compaiono delle lesioni abbastanza caratteristiche: arrossamento, ispessimento e croste della cute del mento e dell’inguine e ispessimento dei cuscinetti delle zampe. Se il mustelide supera questa fase compaiono lesioni cerebrali e, a volte, diarrea a cui fanno seguito coma e morte. Non esiste alcuna cura. Ogni furetto deve essere vaccinato contro il cimurro. Il piano vaccinale prevede una prima iniezione a 6-8 settimane di età se la madre era vaccinata, e a 4-6 settimane se non lo era. Di norma è sufficiente un secondo richiamo dopo 3-4 settimane. In condizioni di particolare rischio si eseguono dei richiami a intervalli di 2-3 settimane fino a 14 settimane di età. In seguito si eseguono richiami annuali per tutta la vita del furetto. Se in un gruppo di furetti non vaccinati si manifestano dei casi di cimurro, gli animali sani vanno immediatamente isolati e vaccinati.

    Rabbia

    E’ molto improbabile che i furetti da compagnia nelle normali circostanze possano contrarre la rabbia, che viene trasmessa dal morso di un animale infetto. Se le circostanze lo richiedono i furetti possono essere vaccinati contro la rabbia utilizzando un vaccino spento. La prima vaccinazione si esegue a tre mesi di età e in seguito si effettuano dei richiami annuali. La vaccinazione antirabbica è obbligatoria se si porta il furetto all’estero o in Sardegna.

    Iperestrogenismo

    Se la furetta in calore non si accoppia rimane in estro per tutta la stagione riproduttiva, cioè da marzo ad agosto-settembre. Gli elevati livelli di estrogeni che rimangono in circolo determinano gravi effetti tossici sul midollo osseo, il tessuto che produce il sangue. Tale situazione se non corretta può dare un’evidente sintomatologia clinica, in circa il 50% delle femmine, che può esitare anche con la morte del soggetto interessato. I sintomi comprendono pallore, emorragie, feci nerastre, debolezza muscolare e sintomi correlati alla presenza di infezioni batteriche secondarie. La morte si può già verificare dopo un paio di mesi dall’inizio dell’estro. Questo problema si manifesta in circa il 50% delle furette con un estro prolungato. Al momento della diagnosi le condizioni sono in genere molto gravi e spesso la terapia non ha successo. Per prevenire questa patologia le furette si devono far accoppiare o sterilizzare. Spesso i furetti in vendita nei negozi, sia maschi che femmine, sono venduti già sterilizzati.



    Scheda descrittiva sul furetto gentilmente fornita dal Dott. Sergio Silvetti, medico veterinario, che collabora assiduamente con noi e risponde a domande di natura medica sul forum.



    Dr. Sergio Silvetti Med. Vet. (SIVAE, AEMV member)
    Via per Armeno n°1, 28010 Miasino (No)
    Tel.: 3401441276
    Indirizzo e-mail: sergio_74@tiscali.it

    Bibliografia consultata:
    - Fox J. G., II ed. : Biology and diseases of the ferret, Lippincott Williams & Wilkins
    - Hillyer/Quesenberry: Ferrets, Rabbits, and Rodents clinical medicine and surgery, W.B. Saunders Company
    - Quesenberry/Hillyer: Medicina degli animali esotici II, Antonio Delfino Editore
    - Consiglio direttivo SIVAE: Il Furetto